La vicenda dell’associazione “Terre di Dedalo” continua ad alimentare il confronto politico a Sciacca.
Dopo il video pubblicato ieri dall’assessore Francesco Dimino, arriva la replica del consigliere comunale di opposizione Calogero Bono, che torna a chiedere chiarimenti sulla gestione delle procedure amministrative e sull’impiego delle risorse pubbliche.
Bono contesta innanzitutto la scelta di affidare ai social il confronto su una questione che, a suo avviso, dovrebbe essere affrontata nelle sedi istituzionali.
Il consigliere di Fratelli d’Italia ha deciso di rispondere con un proprio intervento video accompagnando le proprie osservazioni con documenti e atti amministrativi.
Al centro delle sue dichiarazioni c’è la costituzione dell’associazione Terre di Dedalo, avvenuta il 5 dicembre 2023, tra i cui fondatori, secondo quanto riferito da Bono già’ in consiglio comunale, figurerebbero familiari e persone vicine all’assessore Dimino.
Il consigliere richiama le successive dichiarazioni dell’associazione, secondo cui i familiari citati nel dibattito consiliare non sarebbero più soci. Per questo chiede che vengano prodotti i documenti utili a chiarire quando e attraverso quali modalità sarebbe avvenuta la loro eventuale uscita dal sodalizio.
Bono ricorda inoltre un affidamento di ricevuto dall’associazione nel 2024 per un’iniziativa dedicata alla ceramica, sottolineando che si tratta di un ambito riconducibile alle competenze dell’assessore Dimino.
Particolare attenzione viene riservata al Premio giornalistico Enzo Porrello. Il consigliere fa riferimento alle dichiarazioni pubbliche di Nino Porrello, rappresentante degli organizzatori, sulla necessità di individuare un’associazione dotata di partita Iva che potesse fungere da intermediaria per il pagamento del service.
Secondo quanto raccontato da Porrello, sarebbe stato lo stesso assessore a comunicare successivamente di aver individuato una soluzione.
Da qui la domanda posta da Bono: chi avrebbe individuato “Terre di Dedalo” per il servizio e attraverso quale procedura amministrativa? Il consigliere precisa di non voler formulare verdetti anticipati, ma rivendica il diritto di conoscere i passaggi che hanno portato all’affidamento.
Nel suo intervento chiama in causa anche il sindaco Fabio Termine, sostenendo che non siano sufficienti richiami generici alle competenze degli uffici comunali. Per Bono, occorre fare chiarezza anche sulle eventuali responsabilità politiche connesse alla vicenda.
Il consigliere affronta poi il tema della querela annunciata da Dimino, dichiarando di non sentirsi intimidito e di essere pronto a difendere le proprie affermazioni nelle sedi competenti, documenti alla mano.
In conclusione, il consigliere rinnova all’assessore l’invito a un confronto pubblico davanti alle telecamere, lasciando a Dimino la scelta dell’emittente, del giorno e del luogo.