A Partinico fa discutere la decisione del dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Cassarà-Guida, Salvatore Ciravolo, di affidare agli studenti il compito di pulire banchi, sedie e arredi dei laboratori negli ultimi minuti delle lezioni.
La disposizione, introdotta attraverso una circolare e riportata dal *Giornale di Sicilia*, prevede che gli alunni utilizzino un panno inumidito per riordinare gli spazi prima di lasciare le aule.
Il preside difende l’iniziativa, spiegando che non si tratta di una punizione, ma di un’attività educativa della durata massima di quattro o cinque minuti, pensata per sviluppare nei ragazzi il senso di responsabilità e il rispetto degli ambienti condivisi.
Ciravolo sottolinea inoltre che la modifica del regolamento scolastico è stata approvata dal collegio dei docenti e dal consiglio d’istituto, dove anche i rappresentanti dei genitori avrebbero espresso voto favorevole all’unanimità.
La scelta, tuttavia, ha suscitato perplessità tra alcune famiglie. Una decina di genitori ha inviato una lettera al dirigente per esprimere le proprie riserve sulle modalità previste.
Pur riconoscendo l’importanza di insegnare ai ragazzi il rispetto delle regole e degli spazi comuni, i firmatari chiedono che le attività di riordino siano svolte con strumenti appropriati e nel rispetto delle norme igieniche e di sicurezza.
Nella loro comunicazione, i genitori evidenziano inoltre che l’educazione civica dovrebbe essere promossa attraverso il dialogo e l’esempio, evitando imposizioni che possano incidere negativamente sulla serenità degli studenti.
La richiesta è quindi quella di avviare un confronto con la scuola per individuare modalità condivise, capaci di coniugare il valore educativo dell’iniziativa con la tutela della salute e della dignità degli alunni.
La vicenda riaccende il dibattito sul ruolo della scuola nell’educazione al rispetto degli ambienti comuni e sui confini tra responsabilizzazione degli studenti e attività di pulizia degli spazi scolastici. Trasforma in articolo per Risoluto senza utilizzare le stesse parole