Lavoratori in nero, carenze nella formazione e violazioni delle norme sulla sicurezza. È il bilancio dei controlli effettuati dal 5 al 9 ottobre dagli ispettori del contingente dell’Ispettorato nazionale del lavoro impegnati in Sicilia e in servizio ad Agrigento, nel capoluogo e in diversi comuni della provincia.
Nel settore dei supermercati, durante un controllo congiunto con il personale ispettivo dell’Inail, è stato individuato un lavoratore in nero su nove presenti. Per l’impresa è scattata la sospensione dell’attività, con un importo di 2.500 euro. Contestate anche la mancata sorveglianza sanitaria e l’assenza della formazione obbligatoria. Gli ispettori hanno inoltre accertato la presenza di un impianto di videosorveglianza installato illegittimamente, disponendone la rimozione. Le ammende complessive ammontano a 3.662,08 euro.
Un altro lavoratore in nero è stato trovato in un ristorante, dove erano presenti due lavoratori. Anche in questo caso è stata disposta la sospensione dell’attività, con un importo di 2.500 euro. Con un successivo verbale sarà contestata la maxisanzione per lavoro nero, da un minimo di 1.950 a un massimo di 3.900 euro.
Le verifiche hanno interessato anche tre aziende nei settori dei bar e delle pasticcerie. Nel primo caso è stata rilevata la mancata sorveglianza sanitaria, con ammende per 1.423,84 euro. Nella seconda attività sono emerse, oltre all’assenza della sorveglianza sanitaria e della formazione in materia di salute e sicurezza, anche la mancata designazione del medico competente. Le ammende ammontano a 4.774,83 euro.
Nella terza azienda, alle carenze relative alla sorveglianza sanitaria e alla formazione del lavoratore si è aggiunto il mancato aggiornamento della formazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione. In questo caso, le ammende sono pari a 3.274,83 euro.
Infine, nel settore edile, è stato controllato un cantiere nel quale operavano due imprese. Le verifiche hanno evidenziato gravi violazioni in materia di sicurezza. Per una delle aziende è stata disposta la sospensione dell’attività per il rischio di caduta dall’alto, con un importo di tremila euro. Contestata anche la mancanza di adeguate protezioni e di ancoraggi sufficienti del ponteggio rispetto allo schema di montaggio previsto dal progetto. Le ammende complessive ammontano a 2.990,07 euro.