Indignazione per quanto accaduto, ma anche la ferma volontà di respingere ogni tentativo di trasformare una responsabilità individuale in una condanna collettiva della città.
È questo il sentimento prevalente emerso dalle interviste realizzate oggi da Risoluto.it per le strade di Sciacca dopo la morte dei quattro cuccioli trovati su un terrazzo, esposti al sole e alle temperature estreme dei giorni scorsi.
Le persone intervistate si sono dette sconvolte dalle immagini e dalla sofferenza patita dagli animali. Parole dure sono state rivolte nei confronti di chi avrebbe dovuto prendersene cura e impedire che si verificasse una simile tragedia.
Allo stesso tempo, numerosi cittadini hanno difeso Sciacca dalle generalizzazioni e dalle accuse comparse soprattutto sui social network.
Secondo gli intervistati, quanto accaduto non può diventare un marchio da attribuire all’intera comunità.
La responsabilità, è stato ribadito più volte, deve essere accertata e ricondotta alle singole persone coinvolte, senza dimenticare la sensibilità e l’impegno dei tanti cittadini, volontari e operatori che quotidianamente si occupano degli animali presenti sul territorio.
Molti saccensi hanno inoltre annunciato che parteciperanno alla manifestazione organizzata per sabato 25 luglio dall’attivista Enrico Rizzi insieme ad alcune associazioni animaliste.
Il corteo rappresenterà un momento di protesta per chiedere giustizia per i quattro cuccioli e maggiori garanzie nella tutela degli animali.
La vicenda di Sciacca ha intanto raggiunto anche il Parlamento. Il deputato e giornalista Francesco Emilio Borrelli ha richiamato il caso durante un intervento alla Camera dei deputati, ponendo l’attenzione sulle lacune e sulla concreta efficacia del sistema normativo e sanzionatorio nei confronti di chi maltratta o provoca la morte di un animale.
Borrelli aveva già annunciato, insieme alla Lega nazionale per la difesa del cane, l’intenzione di sostenere la battaglia legale legata alla vicenda.
Il proprietario degli animali è stato denunciato alla Procura per le ipotesi di maltrattamento e uccisione di animali, mentre i cani sopravvissuti sono stati soccorsi e affidati alle strutture competenti.
Dalle voci raccolte oggi emerge dunque una città profondamente ferita, che chiede l’accertamento delle responsabilità e una risposta severa da parte della giustizia, ma che non accetta di essere identificata nel comportamento contestato a un singolo individuo. Una comunità che, attraverso la partecipazione alla manifestazione del 25 luglio, vuole dimostrare pubblicamente da quale parte intende stare.