Frode sull’olio a Palma di Montechiaro, indagini ancora in corso: al vaglio degli esperti i cellulari degli indagati · Risoluto
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Frode sull’olio a Palma di Montechiaro, indagini ancora in corso: al vaglio degli esperti i cellulari degli indagati

Di Giovanna Venezia
Indagine sulla frode dell'olio a Palma di Montechiaro: telefoni cellulari degli indagati sotto esame

Proseguiranno almeno fino a novembre gli accertamenti dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Agrigento sulla presunta frode nel commercio dell’olio.

L’ultima proroga concessa alle indagini consentirà agli investigatori di completare gli approfondimenti e analizzare gli elementi acquisiti attraverso l’esame dei telefoni cellulari sequestrati agli indagati.

In questi giorni entrerà in campo anche il consulente nominato dalla difesa, l’informatico Pietro Indorato, chiamato a esaminare i dispositivi già analizzati dal consulente incaricato dalla Procura. L’obiettivo è verificare i dati estratti dai telefoni e fornire una lettura tecnica degli elementi che potrebbero avere rilievo nell’inchiesta.

Al centro del procedimento c’è una presunta organizzazione che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe commercializzato come olio extravergine di oliva prodotti ottenuti attraverso la miscelazione di olio di semi e sostanze pigmentanti.

Il principale centro dell’attività contestata sarebbe stato individuato a Palma di Montechiaro.

Complessivamente sono 24 le persone finite sotto indagine, insieme a sei società.

"Per 15 degli indagati l’accusa ipotizza l’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di diversi reati, tra cui quelli contro l’economia, la salute pubblica e il patrimonio, oltre a ipotesi di riciclaggio e frode in commercio.

Gli indagati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Santo Lucia, Ida Falsone e Domenico Ingrao.

Nel corso dell’inchiesta, lo scorso anno, è stato disposto anche un sequestro di beni per un valore vicino ai 500 mila euro.

Gli accertamenti hanno inoltre interessato le sei società coinvolte, alle quali vengono contestate anche violazioni di carattere amministrativo e una serie di movimentazioni finanziarie considerate dagli investigatori meritevoli di approfondimento.

Tra le ipotesi contestate figura anche la truffa aggravata finalizzata all’ottenimento di finanziamenti pubblici. Secondo la Procura, attraverso documentazione fiscale e operazioni che gli inquirenti ritengono fittizie, sarebbero state ottenute dall’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, somme superiori a 2,5 milioni di euro.

Il fascicolo comprende inoltre circa venti episodi nei quali viene ipotizzata la vendita di prodotti differenti da quelli dichiarati. Secondo l’accusa, l’olio sarebbe stato distribuito a una platea molto ampia di acquirenti, tra attività commerciali e operatori di diversi settori: panifici, ambulanti e commercianti avrebbero acquistato il prodotto ritenendolo olio extravergine di oliva.

L’inchiesta resta dunque aperta. I prossimi mesi saranno dedicati soprattutto alla conclusione degli accertamenti tecnici sui dispositivi sequestrati e alla verifica degli ulteriori elementi raccolti dagli investigatori. Saranno questi passaggi a contribuire a delineare il quadro complessivo dell’indagine e a stabilire quali elementi potranno eventualmente trovare conferma nelle successive fasi del procedimento

Giovanna Venezia

Giovanna Venezia

Giornalista professionista

Giovanna Venezia è giornalista professionista e fondatrice di Risoluto.it. Da anni racconta il territorio con uno stile diretto, curioso e autentico. Disordinata e caotica per sua stessa ammissione, non ama mai programmare nulla.

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