“Non farei più la battaglia per il carcere che ho condotto tanti anni anni fa. Piuttosto che lasciarlo così sarebbe meglio chiuderlo e si lascerebbe una struttura molto bella alla fruizione del territorio. Sciacca è vicina a Castelvetrano ed Agrigento dove ci sono già due istituti penitenziari”. Lo ha detto Dino Petralia, che per anni ha guidato il Dap, dopo essere stato anche procuratore della Repubblica di Sciacca, intervenendo a Seccagrande alla presentazione del suo libro “Grammatica emozionale, viaggio dentro le parole”.
Petralia in passato ha difeso il carcere di Sciacca nel quale spesso, negli anni, sono emersi problemi riguardanti la climatizzazione, gli impianti, la necessità di interventi di ristrutturazione. Il suo impegno ha riguardato anche la possibilità di realizzare una nuova struttura penitenziaria. Adesso è aperta parte di una sezione e altre due sono chiuse in attesa dell’avvio dei lavori. E’ così già da parecchio tempo e la struttura ospita da 20 a 30 detenuti, un numero certamente esiguo rispetto al passato. Oltre un milione di euro disponibili per la progettazione e gli interventi da eseguire nella casa circondariale di Sciacca. Queste le ultime notizie comunicate.
L’obiettivo è che terminata la fase attuale di progettazione il 2026 possa essere l’anno della realizzazione dei lavori che consentano la riapertura di due delle tre sezioni, chiuse ormai da molto tempo, e l’esecuzione di una serie di ulteriori interventi anche per migliorare l’impiantistica dell’istituto.
Il carcere di Sciacca è ospitato in un ex convento risalente al 1200, con all’interno un chiostro in stile gotico di grande valore artistico. Questo lo rende unico nel suo genere. L’architetto Giuseppe Cattano, ispettore onorario ai beni monumentali, ha curato, negli anni, diversi studi finalizzati a valorizzare e svelare le ricchezze artistiche e storiche custodite all'interno della casa casa circondariale di Sciacca.