Risarcimento ingiusta detenzione Sciacca Mandracchia · Risoluto
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Due settimane in carcere e due anni ai domiciliari: saccense chiede risarcimento per ingiusta detenzione

Di Giuseppe Pantano
Massimiliano Mandracchia, 51 anni, di Sciacca, chiede risarcimento per ingiusta detenzione

L'avvocato Calogero Lanzarone (nella foto) è pronto a mettersi al lavoro al lavoro per la richiesta di ingiusta detenzione per Massimiliano Mandracchia, di 51 anni, di Sciacca. Il saccense è rimasto due settimane di carcere e due anni agli arresti domiciliari, accusato di favoreggiamento aggravato.


Dopo la condanna in primo grado a 3 anni e 6 mesi di reclusione da parte del Tribunale di Sciacca è arrivata, nel 2025, l’assoluzione per Massimiliano Mandracchia, che era accusato di avere favorito, da agosto 2018 allo stesso mese dell’anno successivo, i contatti telefonici tra Accursio Dimino, di 65 anni, di Sciacca, e un saccense che vive in America.


Dimino, giudicato con il rito abbreviato, è stato condannato per mafia con pena definitiva. La difesa di Mandracchia, rappresentata anche dall'avvocato Antonello Palagonia, ha sempre sostenuto che il loro assistito non fosse a conoscenza del contenuto delle comunicazioni e che si era prestato a mettere a disposizione il proprio cellulare perché quello di Dimino era di vecchia generazione e non consentiva le chiamate whattsapp. Mandracchia, per la difesa, sapeva soltanto che Dimino era alla ricerca di un lavoro in America.


Adesso la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione.

Giuseppe Pantano

Giuseppe Pantano

Giornalista professionista

Ha iniziato l’attività nel 1980. Tra i fondatori di Risoluto.it, si occupa in particolare di cronaca giudiziaria.

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