L'avvocato Calogero Lanzarone (nella foto) è pronto a mettersi al lavoro al lavoro per la richiesta di ingiusta detenzione per Massimiliano Mandracchia, di 51 anni, di Sciacca. Il saccense è rimasto due settimane di carcere e due anni agli arresti domiciliari, accusato di favoreggiamento aggravato.
Dopo la condanna in primo grado a 3 anni e 6 mesi di reclusione da parte del Tribunale di Sciacca è arrivata, nel 2025, l’assoluzione per Massimiliano Mandracchia, che era accusato di avere favorito, da agosto 2018 allo stesso mese dell’anno successivo, i contatti telefonici tra Accursio Dimino, di 65 anni, di Sciacca, e un saccense che vive in America.
Dimino, giudicato con il rito abbreviato, è stato condannato per mafia con pena definitiva. La difesa di Mandracchia, rappresentata anche dall'avvocato Antonello Palagonia, ha sempre sostenuto che il loro assistito non fosse a conoscenza del contenuto delle comunicazioni e che si era prestato a mettere a disposizione il proprio cellulare perché quello di Dimino era di vecchia generazione e non consentiva le chiamate whattsapp. Mandracchia, per la difesa, sapeva soltanto che Dimino era alla ricerca di un lavoro in America.
Adesso la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione.