Il centro storico di Sciacca non è “un posto non sicuro”, ma negli ultimi anni sarebbe stato poco attenzionato. È questa la lettura di Fabio Venezia, intervenuto sul tema della sicurezza dopo i recenti episodi di cronaca che hanno interessato alcune zone del centro, da via Licata a piazza San Vito.
“Se dobbiamo parlare di centro storico di Sciacca non è insicuro”, dice Venezia, a capo di Spazio Centro. “Si sono verificati dei casi anomali per noi - aggiunge - perché non siamo abituati a queste disavventure”.
Secondo Venezia, però, serve maggiore attenzione. E indica anche alcuni interventi che potrebbero essere realizzati in tempi brevi, a partire dalle telecamere già installate negli anni scorsi. “Intanto - afferma - bisogna attivare le telecamere che già sono state collocate anni fa, in modo che se accada qualcosa possiamo intervenire nell’immediato”.
L’altro tema riguarda la presenza sul territorio. Venezia ritiene che anche la Protezione civile possa dare un contributo, soprattutto in vista del periodo natalizio, quando il centro storico torna a essere maggiormente frequentato.
Alla sicurezza si lega poi un’altra questione. Lo spopolamento delle attività commerciali. Per Venezia non si tratta di un problema esclusivo di Sciacca, ma di una difficoltà che riguarda molti centri storici italiani. “Io penso - dice Venezia - che è un discorso globale perché in tutti i centri storici d’Italia tante attività, tante piccole, medie e micro imprese stanno abbassando le saracinesche”.
Alla base, secondo Venezia, ci sono anche i servizi: “Nei nostri centri storici la gente non può arrivare o quantomeno non si è mai puntato ad avere una situazione dove mettere a proprio agio la gente a parcheggiare e a godersi il centro storico”.
E porta l’esempio della Perriera e dei centri commerciali, sottolineando come la possibilità di parcheggiare rappresenti un elemento fondamentale per favorire gli acquisti e la frequentazione.