La condanna di Laura Bonafede è stata rideterminata dalla Corte d'Appello di Palermo, che ha ridotto la pena inflitta all'insegnante di Campobello di Mazara da 11 anni e 4 mesi a 9 anni di reclusione.
La donna era stata riconosciuta colpevole del reato di associazione mafiosa per il suo rapporto con il boss Matteo Messina Denaro.
Nel corso del processo di primo grado, Bonafede aveva reso lunghe dichiarazioni spontanee, descrivendo il latitante come una persona "spiritosa, educata e divertente", sostenendo che gli incontri con lui rappresentassero un momento di evasione dalla quotidianità.
Una ricostruzione che, tuttavia, non aveva convinto i giudici.
Secondo l'accusa, infatti, il ruolo dell'insegnante sarebbe andato ben oltre quello di una semplice compagna sentimentale.
Per i magistrati, Bonafede avrebbe contribuito concretamente al mantenimento della rete di comunicazione del capomafia durante gli anni della latitanza, condividendone informazioni riservate e rafforzandone l'operatività all'interno di Cosa nostra.
A supporto dell'impianto accusatorio vi sono anche i numerosi documenti sequestrati dopo l'arresto di Matteo Messina Denaro.
Tra questi figurano lettere, appunti e pizzini che raccontano un rapporto durato molti anni, caratterizzato da messaggi in codice e riferimenti anche a vicende riconducibili all'organizzazione mafiosa.
Nel corso dell'udienza, Bonafede ha ricordato che fino al 2013 gli incontri con il boss avvenivano con regolarità a Campobello di Mazara. Successivamente, dopo l'arresto della sorella di Messina Denaro e l'intensificazione dei controlli delle forze dell'ordine, il capomafia le avrebbe comunicato per iscritto la necessità di interrompere gli appuntamenti per evitare rischi.
Secondo gli investigatori, però, il legame non si sarebbe mai realmente concluso. Dalle indagini è emerso inoltre che il boss avrebbe instaurato un rapporto molto stretto anche con la figlia della maestra, poi condannata per favoreggiamento.
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno inoltre documentato un incontro tra Bonafede e Matteo Messina Denaro all'interno di un supermercato di Campobello di Mazara appena due giorni prima della cattura del capomafia.
Con la decisione della Corte d'Appello, la condanna Laura Bonafede viene quindi ridotta a 9 anni di reclusione, pur restando confermata la responsabilità per associazione mafiosa.