La mostra di Accursio Gulino approda a Gibellina con un progetto espositivo che intreccia arte contemporanea, memoria e riflessione sul presente. Sabato 8 agosto, alle ore 19, nella Chiesa di Santa Caterina a Gibellina Vecchia sarà inaugurata Schegge di giochi in cenere, esposizione curata da Sandra Tornetta e inserita nel circuito Off degli eventi di Gibellina Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026.
Visitabile fino al 3 settembre, la rassegna presenta venti opere, alcune realizzate appositamente per questo spazio e altre provenienti da un ciclo di oli su porta creato dall'artista nel 2010 dopo un soggiorno in Kenya. Il percorso invita il pubblico a confrontarsi con i temi della memoria, della perdita e dell'identità attraverso un linguaggio artistico intenso e profondamente simbolico.
La mostra di Accursio Gulino racconta un presente tra memoria e macerie
Il percorso espositivo conduce il visitatore in un universo popolato da mostri, robot e minotauri che occupano la navata della chiesa, mentre nella sala interna prendono forma grandi figure nere dalle sembianze deformate. Sono immagini che evocano un mondo contemporaneo in crisi, dove l'essere umano appare sempre più marginale.
Le opere attraversano i territori della memoria e dell'innocenza perduta. Le "schegge di giochi", che danno il titolo alla mostra, diventano il simbolo di frammenti di vita riaffiorati dal silenzio. I materiali utilizzati si trasformano in testimonianze di ciò che resta dopo la distruzione, mentre le superfici segnate da cretti e fratture raccontano un tempo sospeso, fatto di ferite ma anche di possibilità di rinascita.
Gli oli su porta, presenti nell'esposizione, assumono il valore di varchi verso nuovi orizzonti e di promesse di libertà, mentre gli occhi raffigurati nelle opere diventano specchi attraverso i quali interrogarsi su chi siamo e su ciò che siamo diventati.
Un dialogo con Gibellina e i luoghi segnati dal terremoto
La mostra di Accursio Gulino nasce in stretto rapporto con il luogo che la ospita. L'intero progetto espositivo dialoga infatti con i paesaggi feriti dal sisma, confrontandosi con ciò che il tempo e le ceneri sembrano aver cancellato. L'arte restituisce così una memoria viva, trasformando il dolore in occasione di riflessione e consapevolezza.
L'esposizione è allestita in uno spazio gestito dall'associazione Percorsi a morsi di Michele Benfari, che ha curato il restauro dell'edificio e il successivo progetto di riqualificazione. La mostra fa parte del circuito Off di Gibellina Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea ed è sostenuta dagli sponsor indicati nel materiale ufficiale.
Oltre cinquant'anni di ricerca artistica
Nato a Sciacca nel 1949, Franco Accursio Gulino porta avanti da oltre cinquant'anni una ricerca che unisce sperimentazione e innovazione. Alla produzione pittorica affianca quella letteraria e la realizzazione di cortometraggi scritti e diretti dallo stesso artista.
Nel corso della sua carriera ha esposto in importanti rassegne nazionali e internazionali. Tra le tappe più significative figurano Design and the Embalmer a New York nel 1997, In medio stat virtus alla Fondazione Orestiadi di Gibellina nel 2003, Camminanti a Nairobi nel 2011, la mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini a Roma nel 2012, Clandestini. Passano all'asta i sogni a Palermo nel 2014, Imago mundi. Rotte Mediterranee nel 2017, Corde tese e passi a Palazzo Riso nel 2020 e, nel 2023, Pier Paolo Pasolini: Riempire l'assenza di un volto all'Istituto Italiano di Cultura e Scuola Italiana di Atene.
Orari della mostra
La mostra di Accursio Gulino sarà aperta al pubblico dall'8 agosto al 3 settembre, dal lunedì al sabato, con apertura dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.30. L'inaugurazione è in programma sabato 8 agosto alle ore 19 nella Chiesa di Santa Caterina a Gibellina Vecchia.