I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Pesaro e Urbino hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Pesaro nei confronti di quattro giovani residenti nelle province di Pesaro e Urbino, Rimini e Bologna. L'operazione, condotta con il supporto dei comandi territorialmente competenti, rappresenta il culmine di un'attività investigativa avviata nei mesi scorsi attraverso il monitoraggio del territorio e l'analisi di siti e profili social.
La scoperta delle bottiglie incendiarie e i test in un capannone abbandonato
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo avrebbe realizzato, intorno a febbraio 2026, diverse bottiglie incendiarie di tipo Molotov. La potenzialità offensiva dei manufatti sarebbe stata successivamente testata all'interno di un capannone industriale abbandonato situato a Pesaro, dove si sarebbero verificate combustioni e deflagrazioni. Questo elemento ha indotto la Procura a intervenire con urgenza per impedire che i dispositivi potessero essere utilizzati in contesti pubblici.
Sequestrati dispositivi elettronici e materiale cartaceo
Nel corso delle perquisizioni, gli investigatori hanno posto sotto sequestro tablet, computer e smartphone, che saranno sottoposti ad analisi forensi per estrarre dati e comunicazioni utili a ricostruire la rete di contatti. È stato inoltre sequestrato materiale cartaceo contenente riferimenti alla realizzazione e all'utilizzo dei manufatti incendiari, un dettaglio che secondo gli inquirenti conferma la volontà di acquisire competenze specifiche in materia esplosiva.
Contatti con collettivi studenteschi e ambienti antagonisti
Gli indagati, per i quali vige la presunzione di innocenza, sarebbero vicini a collettivi studenteschi locali e ad ambienti antagonisti. Gli investigatori stanno ora cercando di stabilire se i fatti siano riconducibili a un atto preparatorio finalizzato ad accreditarsi all'interno di tali ambienti oppure alla preparazione di azioni dimostrative nell'ambito di una strategia più ampia. Le indagini proseguono per chiarire eventuali collegamenti con altri soggetti o gruppi organizzati.
Le indagini proseguono per accertare la rete di contatti
La Procura di Pesaro coordina le indagini e non esclude che ulteriori sviluppi possano emergere dalle analisi dei dispositivi sequestrati. L'attenzione è rivolta anche alla possibile partecipazione di altri individui non ancora identificati. Il monitoraggio del web e dei canali di comunicazione utilizzati dai giovani rimane uno strumento centrale per prevenire ulteriori attività illecite. La vicenda si inserisce in un contesto nazionale di crescente attenzione verso episodi di violenza politica e di preparazione di ordigni incendiari, che hanno portato a un rafforzamento dei controlli da parte delle forze dell'ordine.