La riforma della disabilità introdotta dal D.Lgs. n. 62/2024, in attuazione della legge delega n. 227/2021, entrerà pienamente a regime il 1° gennaio 2027 su tutto il territorio nazionale. Una delle domande più frequenti riguarda chi ha già ottenuto un riconoscimento ai sensi della Legge 104. È necessario ripetere la visita? La risposta, in generale, è no. Il passaggio al nuovo sistema non comporta automaticamente la riconvocazione di chi ha già un verbale definitivo, grazie al principio di consolidamento delle situazioni giuridiche già acquisite, sancito espressamente dall'art. 35 del decreto. Le certificazioni rilasciate con le vecchie regole continuano a produrre i loro effetti e restano salvaguardate prestazioni, servizi e agevolazioni già ottenuti.
Il nuovo procedimento unificato parte dal certificato medico introduttivo
Ciò che cambia realmente dal 2027 è il modo in cui verranno gestiti i nuovi accertamenti. La procedura passerà esclusivamente attraverso il certificato medico introduttivo, e la valutazione di base sarà affidata in via esclusiva all'INPS. Dopo l'invio del certificato da parte del medico curante, non sarà più necessario presentare una domanda separata all'Istituto. Sarà direttamente l'INPS a convocare la persona per la visita finalizzata al riconoscimento. Un altro elemento centrale è l'unificazione delle valutazioni, che in precedenza seguivano percorsi distinti e frammentati. Invalidità civile, cecità e sordità civile, disabilità ai fini lavorativi e riconoscimento per l'accesso alle agevolazioni confluiranno ora in un unico procedimento. Il nuovo sistema è già attivo in via sperimentale in numerose province italiane, e la fase sperimentale proseguirà fino al 31 dicembre 2026, prima dell'estensione definitiva su scala nazionale.
Verbali con revisione, convocazione possibile ma non automatica per la riforma
Un discorso a parte merita chi possiede un verbale che prevede già una data di revisione. In questi casi la convocazione per un nuovo accertamento è possibile, ma non perché la riforma cancelli automaticamente il vecchio riconoscimento. La revisione discende dalla natura stessa del verbale originario. Per le revisioni fissate entro il 31 dicembre 2026, nelle situazioni previste dalla disciplina transitoria, continueranno ad applicarsi i criteri precedenti. Per quelle che cadranno invece dal 2027 in avanti, potranno trovare applicazione le nuove modalità di valutazione introdotte dalla riforma. È importante sapere che, durante l'attesa della revisione, i diritti restano comunque tutelati. Lo stabilisce l'art. 25, comma 6-bis, del decreto-legge n. 90/2014, convertito con modificazioni dalla legge n. 114/2014, che garantisce la conservazione dei diritti acquisiti nelle more dell'accertamento, evitando vuoti di tutela per chi è in attesa di una nuova valutazione.
Nuovi criteri medico-legali valutano il funzionamento della persona
Il decreto introduce anche una revisione dei criteri medico-legali, puntando a considerare non solo la patologia in sé, ma anche il funzionamento concreto della persona e la sua interazione con gli ostacoli presenti nei diversi contesti di vita quotidiana. Questo approccio mira a una valutazione più olistica e personalizzata, superando la sola diagnosi clinica. Per chi ha già ottenuto il riconoscimento, in sostanza, il 1° gennaio 2027 non rappresenta alcuna scadenza. Non esiste un obbligo generale di ripresentare domanda né di sottoporsi a una nuova visita solo per effetto dell'entrata in vigore della riforma. Resta comunque opportuno monitorare eventuali necessità di revisione previste nel proprio verbale e le successive indicazioni operative dell'INPS, che accompagneranno l'applicazione pratica delle nuove regole.
Per approfondire le implicazioni della riforma sulla disabilità, è possibile consultare l'approfondimento sul D.Lgs. 62/2024 e le novità sui verbali di revisione.