Assegno sociale: Inps non può negarlo per donazione casa ai figli - Sentenza Corte Appello Roma · Risoluto
Dal 31 ottobre i lavoratori potranno cambiare fondo pensione senza perdere il contributo del datore di lavoro Detrazioni DSA 2026, tetto per redditi sopra 75mila euro: cosa cambia per le spese dei figli "Cessione di droga e violenza sessuale alla nipote", condannato a 6 anni di reclusione commerciante di Sciacca Assegno sociale: l'Inps non può negarlo per una donazione di casa ai figli fatta in passato, sentenza della Corte d'Appello di Roma Michele Morrone presenta 'Bellissimo' by Dolce&Gabbana al Mocambo Bar di Taormina Paolo Genovese apre la Festa del Cinema di Roma con 'Il rumore delle cose nuove' del 2026 Nomina di Lucia Alessi nella Commissione nazionale di Confcooperative De Lucia, Caselli e De Magistris al Pace Fest di Caltabellotta Dal 31 ottobre i lavoratori potranno cambiare fondo pensione senza perdere il contributo del datore di lavoro Detrazioni DSA 2026, tetto per redditi sopra 75mila euro: cosa cambia per le spese dei figli "Cessione di droga e violenza sessuale alla nipote", condannato a 6 anni di reclusione commerciante di Sciacca Assegno sociale: l'Inps non può negarlo per una donazione di casa ai figli fatta in passato, sentenza della Corte d'Appello di Roma Michele Morrone presenta 'Bellissimo' by Dolce&Gabbana al Mocambo Bar di Taormina Paolo Genovese apre la Festa del Cinema di Roma con 'Il rumore delle cose nuove' del 2026 Nomina di Lucia Alessi nella Commissione nazionale di Confcooperative De Lucia, Caselli e De Magistris al Pace Fest di Caltabellotta
10

Assegno sociale: l'Inps non può negarlo per una donazione di casa ai figli fatta in passato, sentenza della Corte d'Appello di Roma

Di Giacomo Cascio
Giudice con martelletto e bilancia della giustizia accanto a documenti Inps e chiavi di casa, simbolo della vittoria legale per l'assegno sociale dopo donazione ai figli

Per anni, migliaia di persone che avevano ceduto un immobile – per separazione, donazione ai figli o accordi familiari – si sono viste negare l'assegno sociale dall'Inps. L'ente interpretava questi atti come un tentativo di creare artificialmente uno stato di povertà. Una recente pronuncia della Corte d'Appello di Roma ha però ribaltato questo orientamento, stabilendo che l'Inps deve valutare solo la condizione economica attuale del richiedente.

Il passato non conta più: solo i redditi presenti determinano il diritto all'assegno

La sentenza n. 2088 del 2 aprile 2026, Sezione Lavoro, richiama l'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995 n. 335. Questo articolo prevede che il requisito economico per l'assegno sociale sia basato esclusivamente sui redditi effettivamente percepiti al momento della domanda. La Corte ha chiarito che ciò che una persona possedeva anni prima non ha alcun peso, se quel patrimonio è uscito legittimamente dalla sua disponibilità. Non si possono più conteggiare beni ceduti in passato, né redditi potenziali come canoni di locazione non riscossi. Solo il denaro realmente posseduto conta.

L'onere della prova della frode spetta all'Inps

La sentenza non apre la porta a ogni abuso. Se l'Inps dimostra che la donazione è stata fatta per simulare una povertà inesistente e ottenere indebitamente il sussidio, il diniego rimane legittimo. Tuttavia, l'onere della prova grava sull'ente, secondo l'articolo 2697 del codice civile. Non bastano sospetti o coincidenze temporali: servono elementi concreti che provino l'intento fraudolento. In mancanza di prove solide, il beneficio va riconosciuto. I giudici richiamano anche l'articolo 38 della Costituzione, che garantisce il diritto all'assistenza sociale senza richiedere che lo stato di bisogno sia incolpevole. Anche chi si è impoverito per scelte personali, come separazioni onerose, non perde il diritto al sostegno pubblico.

Cosa cambia per chi ha già subito un rifiuto

Il caso più frequente riguarda persone separate o divorziate che hanno rinunciato alla casa coniugale. Prima di questa sentenza, chi si presentava all'Inps riceveva spesso un rifiuto, motivato dal fatto di aver causato la propria indigenza. Ora il ragionamento si capovolge: se oggi il richiedente non ha redditi o ha redditi inferiori alla soglia di legge, l'assegno va erogato, con effetto retroattivo dal mese successivo alla domanda. Chi ha subito un rigetto ingiustificato può richiedere il riesame, dimostrando l'attuale assenza di redditi e producendo la documentazione del trasferimento dell'immobile – atto notarile o sentenza di separazione – insieme all'attestazione che non esistono altre entrate nascoste, come affitti. Con questi documenti, l'Inps non ha più margini per negare il sussidio basandosi su scelte patrimoniali passate.

GC

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

Tutti gli articoli
📬 Newsletter Risoluto

Le notizie che contano, ogni mattina nella tua casella.

Niente spam, solo cronaca, politica e cultura della Sicilia che dovresti conoscere.