Acquistare un tablet con sintesi vocale per un figlio dislessico o abbonarsi a un software di videoscrittura per una figlia disgrafica è un investimento che molti genitori sperano di recuperare in dichiarazione dei redditi. Tuttavia, con il Modello 730/2026, le regole per calcolare il rimborso effettivo sono cambiate per chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro. La detrazione del 19% rimane invariata, ma un nuovo plafond complessivo rischia di ridurre il beneficio per le famiglie a reddito più alto.
La base normativa delle detrazioni per strumenti compensativi DSA
La legge n. 170/2010 ha riconosciuto per la prima volta il diritto allo studio per alunni e studenti con disturbo specifico dell'apprendimento (DSA), che comprende dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. Dal 1° gennaio 2018 è possibile detrarre il 19% delle spese sostenute per l'acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici necessari all'apprendimento, come stabilito dall'articolo 15 del T.U.I.R., comma 1, lettera e-ter). L'agevolazione è valida fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado e spetta non solo al contribuente, ma anche ai familiari fiscalmente a carico. Il provvedimento n. 75067 del 6 aprile 2018 dell'Agenzia delle Entrate ha definito l'ambito di applicazione, l'oggetto della detrazione e i requisiti per ottenerla.
Il nuovo tetto per redditi superiori a 75.000 euro
A partire dall'anno d'imposta 2025, l'articolo 16-ter del T.U.I.R., introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (legge n. 207/2024), ha inserito un plafond complessivo per tutte le detrazioni spettanti a chi supera i 75.000 euro di reddito complessivo. Il meccanismo per fasce prevede che per redditi tra 75.001 e 100.000 euro il limite massimo di spese detraibili sia di 14.000 euro, mentre sopra i 100.000 euro scende a 8.000 euro. A questo importo base si applica un coefficiente variabile in base al numero di figli a carico. Se le spese detraibili complessive superano il limite calcolato, la parte eccedente perde il beneficio fiscale, indipendentemente dal fatto che riguardi il DSA o altre voci. La circolare n. 6/E del 29 maggio 2025 dell'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti operativi su questo nuovo meccanismo. Per chi resta sotto la soglia dei 75.000 euro, invece, nulla cambia rispetto agli anni precedenti. Inoltre, per tutti i contribuenti resta fermo il decalage introdotto dall'anno d'imposta 2020, che prevede la detrazione piena fino a 120.000 euro di reddito, con riduzione progressiva fino ad azzerarsi a 240.000 euro.
Spese ammesse e documenti necessari per non perdere il beneficio
Non tutti gli acquisti per un figlio con DSA sono automaticamente detraibili. Le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni con DSA, allegate al decreto ministeriale del 12 luglio 2011, n. 5669, elencano gli strumenti compensativi ammessi: sintesi vocale, registratore, software di videoscrittura con correttore ortografico, calcolatrice, tabelle, formulari e mappe concettuali. Rientrano anche i computer, se necessari per utilizzare tali programmi, purché la funzione sia facilitare comunicazione, elaborazione scritta o accesso all'informazione. Sono escluse le lezioni private specialistiche. Per ottenere la detrazione, occorre una diagnosi di DSA certificata dal Servizio sanitario nazionale o da specialisti accreditati, e la certificazione deve attestare il collegamento funzionale tra lo strumento acquistato e il disturbo. La fattura o scontrino devono riportare il codice fiscale del soggetto con DSA e la natura del prodotto. Dal 2020 è obbligatoria la tracciabilità del pagamento con bonifico, carta, PagoPA o altri strumenti tracciabili.