Multe errate annullate d'ufficio, 8 casi nel nuovo Codice · Risoluto
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Codice della Strada, multe errate annullate d'ufficio in 8 casi senza ricorso al Prefetto

Di Giacomo Cascio
Verbale di multa errata annullato d'ufficio: nuovi casi previsti dal Codice della Strada

Le multe sbagliate potrebbero essere archiviate direttamente dal Comando di polizia che ha accertato la violazione, senza obbligare il cittadino a presentare ricorso al Prefetto o al Giudice di pace. È quanto prevede il testo base della revisione del Codice della Strada, attualmente in fase di discussione ma non ancora legge. La misura punta a rendere più snello e uniforme il trattamento degli errori commessi dalla stessa amministrazione, evitando che l'automobilista debba attivare procedure di opposizione quando l'errore è riconoscibile e correggibile in autonomia.

Otto situazioni tassative per l'annullamento automatico del verbale

Il testo individua otto casi specifici nei quali il verbale di multa, insieme alle sanzioni principali e accessorie, dovrà essere annullato d'ufficio. Si tratta di circostanze oggettive e verificabili, che non lasciano spazio a interpretazioni soggettive. Ecco l'elenco completo. Il verbale notificato in un luogo diverso da quello previsto dalla legge. Il verbale notificato a una persona estranea alla violazione. Le notifiche effettuate oltre i termini stabiliti. La multa notificata a una persona che, al momento dell'infrazione, non era più proprietaria del veicolo con cui è stata commessa. La morte del trasgressore. La sanzione già pagata da altra persona obbligata allo stesso pagamento. Il verbale emesso da un ufficio non competente. L'errata applicazione della norma violata. Quest'ultimo caso è il più articolato, perché l'errore potrebbe riguardare le qualità o i requisiti amministrativi del trasgressore o dell'obbligato in solido, oppure i requisiti tecnici o amministrativi del veicolo con cui è stata commessa la violazione.

Autotutela già esistente ma ora codificata in modo puntuale

La proposta non introduce da zero la possibilità per la Pubblica Amministrazione di correggere i propri errori. L'ordinamento già consente, in determinate circostanze, l'intervento in autotutela, e anche nella materia delle sanzioni stradali esistono strumenti per procedere alla cancellazione dei verbali. La novità allo studio consiste soprattutto nel definire in modo tassativo e preciso, all'interno del Codice della Strada, i casi nei quali il verbale dovrà essere archiviato d'ufficio. L'obiettivo è rendere uniforme e prevedibile il procedimento, evitando che il cittadino debba necessariamente servirsi degli strumenti di opposizione quando l'errore sia riconoscibile e risolvibile direttamente dall'amministrazione. Attualmente l'autotutela è già applicabile, ma la proposta mira a disciplinarla in modo più puntuale e uniforme, direttamente nel Codice.

Nessuna cancellazione generalizzata delle multe considerate ingiuste

È importante distinguere. Non si tratterebbe di una possibilità generale di cancellare qualsiasi multa che il destinatario ritenga ingiusta. La proposta di riforma individua specifiche circostanze pratiche nelle quali l'errore può essere riconosciuto direttamente dall'amministrazione e risolto con l'archiviazione d'ufficio. Se un Comando di polizia si accorgesse autonomamente che ricorre una delle otto condizioni, sarebbe obbligato a intervenire sul verbale, annullandolo insieme alle sanzioni principali e accessorie, senza attendere una specifica iniziativa dell'automobilista presso il Prefetto o il Giudice di Pace. Ovviamente, le nuove disposizioni non eliminerebbero gli ordinari strumenti di ricorso per le altre controversie. La finalità di questa autotutela per casi tassativi è duplice. Da un lato, sburocratizzare e semplificare la gestione delle contravvenzioni errate. Dall'altro, ridurre il ricorso agli strumenti di opposizione quando l'amministrazione stessa dispone degli elementi necessari per correggere un suo provvedimento.

Consultazione conclusa il 13 settembre, ma il testo non è ancora definitivo

Nei giorni scorsi il MIT aveva coinvolto oltre cento operatori e associazioni in un'apposita consultazione sulle proposte di revisione del Codice della Strada. La consultazione si è conclusa il 13 settembre scorso, ma il testo non è per questo diventato definitivo né le nuove disposizioni sono entrate in vigore. Il percorso prosegue. La bozza dovrà essere ulteriormente definita prima del successivo iter legislativo e dell'approvazione definitiva. Fino a quel momento continua ad applicarsi il Codice della Strada vigente. La riforma, se approvata, potrebbe rappresentare un cambio di passo per migliaia di automobilisti, che oggi si trovano spesso a dover affrontare lungaggini burocratiche per errori non propri. Tuttavia, resta da capire come verranno gestiti i casi limite e quali saranno i tempi effettivi di archiviazione. La proposta, per ora, è solo un tassello di un puzzle più ampio che mira a modernizzare la normativa stradale italiana.

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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