Il Consiglio dei Ministri del 16 settembre ha approvato un decreto legge che proroga il taglio delle accise sul gasolio fino al 5 ottobre, evitando l'aumento imminente che sarebbe scattato dal 17 settembre. Si tratta della sedicesima proroga da marzo, ma questa volta lo sconto non rimane invariato. Dal 18 al 25 settembre l'accisa scende a 572,90 euro per mille litri, rispetto ai 672,90 euro dell'aliquota ordinaria, garantendo un risparmio di 12,2 centesimi al litro con Iva inclusa. Dal 26 settembre al 5 ottobre, l'accisa risale a 622,90 euro, dimezzando il beneficio a 6,1 centesimi al litro. Per un pieno da 50 litri, il risparmio passa da circa 8,5 euro a poco più di 6 euro nella prima fase e a circa 3 euro nella seconda.
Il costo della proroga a scalare e le accise mobili dal 5 ottobre
L'onere complessivo di questa proroga progressiva è stimato in 111,8 milioni di euro per il 2026. Il 5 ottobre non segna la fine degli sconti, ma l'attivazione del meccanismo delle accise mobili, più volte annunciato dalla premier Giorgia Meloni. In pratica, l'extragettito Iva generato dagli aumenti alla pompa verrà automaticamente restituito sotto forma di riduzione delle accise. "Tutto quello che lo Stato incassa in più torna immediatamente alla pompa per abbassare il prezzo", aveva spiegato la premier in passato. Questo strumento dovrebbe evitare nuovi decreti ad hoc per contenere i prezzi dei carburanti.
Esenzione bollo auto fino a 80 kW diventa strutturale
Oltre alle accise, il decreto introduce l'esenzione dal bollo auto per veicoli di piccola e media potenza, fino a 80 kW, e per i motocicli. L'agevolazione è limitata a un solo veicolo per cittadino. Secondo Meloni, la misura non sarà circoscritta al 2027 ma avrà carattere strutturale, interessando circa il 70% del parco auto circolante. Nel provvedimento è incluso anche il rinvio della tassa sui mini-pacchi extra Ue dal 1° ottobre al 1° dicembre 2026, con un costo stimato di 40,8 milioni di euro.
Bonus benzina da 150 euro per dipendenti e autonomi con ISEE fino a 28mila euro
La partita più delicata riguarda gli aiuti selettivi per sostituire gli sconti generalizzati. L'ipotesi più accreditata è un bonus una tantum di 150 euro, riconosciuto tra ottobre e dicembre a lavoratori dipendenti e autonomi con reddito o ISEE fino a 28mila euro. Restano esclusi i pensionati, nonostante le pressioni di Forza Italia, e probabilmente anche i dipendenti pubblici, la cui posizione è ancora in valutazione. Al Ministero dell'Economia il riserbo è assoluto e cifre e requisiti potrebbero cambiare. Il vicepremier Matteo Salvini ha criticato un sostegno riservato ai soli dipendenti, definendolo "un errore clamoroso", e chiede di includere autonomi, partite IVA, camionisti, agricoltori e agenti di commercio. Le associazioni dei consumatori, come il Codacons, bocciano i bonus legati al reddito e chiedono interventi strutturali sul prezzo per tutti.
Il 22 settembre l'Istat decide i margini di spesa
Una data chiave è il 22 settembre, quando l'Istat pubblicherà i dati aggiornati su Pil e deficit 2025. Da quei numeri dipenderà lo spazio di bilancio per finanziare gli aiuti selettivi, anche in vista dell'eventuale uscita dell'Italia dalla procedura Ue per disavanzi eccessivi. Per approfondire le misure su accise e bollo, si rimanda all'analisi del decreto carburanti.