La riforma della riscossione introduce importanti novità per chi ha debiti con il fisco. Dal primo gennaio 2027, i contribuenti con cartelle esattoriali fino a 120mila euro potranno richiedere un piano di rateizzazione ordinaria di 96 rate mensili, equivalenti a otto anni, senza dover allegare alcuna documentazione comprovante la propria difficoltà economica. Basterà una semplice dichiarazione di temporanea obiettiva difficoltà.
L'aumento progressivo delle rate previsto dal D.Lgs. 110/2024
La possibilità di dilazionare i debiti fiscali è stata progressivamente ampliata. Fino al 2024, il massimo era di 72 rate (sei anni). Per le domande presentate nel biennio 2025-2026, il limite è salito a 84 rate (sette anni). Dal 2027, per le richieste del 2027 e 2028, si arriva a 96 rate. L'obiettivo è rendere più sostenibile il pagamento, riducendo il rischio di decadenza dai piani di dilazione. La riforma, contenuta nel D.Lgs. 110/2024, punta a una riscossione più flessibile e a favorire l'adempimento spontaneo.
Procedura semplificata per debiti sotto i 120mila euro
Per importi fino a 120mila euro, il contribuente non deve presentare ISEE, dichiarazione dei redditi o altra documentazione. È sufficiente dichiarare di trovarsi in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica. Tuttavia, ciascuna rata non può essere inferiore a 50 euro. Questa semplificazione elimina barriere burocratiche, consentendo a molti di regolarizzare la propria posizione senza oneri aggiuntivi.
Regole diverse per debiti superiori a 120mila euro
Se il debito complessivo supera i 120mila euro, non basta una semplice dichiarazione. Il contribuente deve allegare documenti che dimostrino l'effettiva temporanea difficoltà economica. Per le persone fisiche e i titolari di ditte individuali in regime semplificato, rileva l'ISEE. Per le imprese e altri soggetti, si considerano indicatori economico-finanziari come l'Indice di Liquidità e l'Indice Alfa. Se i requisiti sono soddisfatti, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può concedere fino a 120 rate mensili (dieci anni).
La decadenza dal piano di rateizzazione
Ottenere la dilazione non significa poter rinviare i pagamenti a piacere. Il contribuente decade dal beneficio se omette il pagamento di otto rate, anche non consecutive. La decadenza comporta la cessazione del piano e la ripresa delle ordinarie attività di recupero del credito. È quindi fondamentale rispettare le scadenze con regolarità per mantenere il vantaggio della dilazione.
Tutela rafforzata per eventi straordinari
La normativa prevede una speciale protezione per chi subisce calamità naturali, terremoti, alluvioni o incendi che rendano inagibile l'unico immobile adibito ad abitazione, studio professionale o sede d'impresa. In questi casi, è sufficiente presentare una certificazione di inagibilità rilasciata dal Comune non oltre sei mesi prima della domanda. Il contribuente ottiene automaticamente un piano fino a 120 rate mensili, indipendentemente dall'importo del debito. La riforma riflette una visione lungimirante: estendere i tempi di pagamento non modifica l'ammontare del debito (imposte, sanzioni e interessi restano dovuti), ma offre maggiore flessibilità. Dal 2029, il numero massimo di rate salirà ulteriormente a 108 (nove anni), in un percorso di costante miglioramento della sostenibilità fiscale.