Bonus tredicesima pensionati, fino a 154 euro dall'Inps · Risoluto
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Inps accredita fino a 154,94 euro sulla tredicesima ai pensionati sotto gli 8.108,99 euro annui

Di Giacomo Cascio
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Pensionato italiano che controlla il cedolino di dicembre con accredito del bonus tredicesima Inps fino a 154,94 euro

Con l'apertura del cedolino di dicembre, una fascia specifica di pensionati troverà una somma aggiuntiva fino a 154,94 euro senza aver presentato alcuna domanda. Si tratta del bonus tredicesima pensionati 2026, un contributo previsto dalla legge 388 del 2000 e destinato a chi percepisce un assegno previdenziale di importo contenuto. L'Inps lo eroga d'ufficio, ma soltanto dopo aver verificato che la pensione e i redditi del beneficiario rientrino in limiti definiti con precisione.

Un importo che si aggiunge al cedolino

La somma viene liquidata insieme alla mensilità di dicembre e si cumula con la tredicesima ordinaria. Sul bonus non gravano imposte, ragione per cui l'accredito avviene per l'intero importo spettante. Occorre non confonderlo con la quattordicesima, che rappresenta una misura autonoma con requisiti propri e può essere riconosciuta alla stessa persona nello stesso anno, purché sussistano entrambe le condizioni.

La finalità dichiarata è alleggerire la condizione di chi dispone di entrate ridotte. Per questo motivo l'importo segue la fascia di pensione. Chi rimane entro la soglia più bassa fissata dalla norma e non supera i tetti reddituali incassa la somma completa. Chi oltrepassa quella soglia, pur restando sotto il limite massimo, riceve una cifra progressivamente decrescente. Un assegno modesto, preso da solo, non è sufficiente. L'Inps confronta l'assegno con il reddito personale e, nei casi previsti, con quello familiare, decidendo sulla base dei dati reddituali già presenti nei propri archivi, senza richiedere alcuna comunicazione all'interessato.

Le soglie che decidono l'importo

Il bonus spetta per intero a chi percepisce fino a 7.954,05 euro di pensione annua complessiva. Tra questa cifra e 8.108,99 euro il contributo si assottiglia man mano che l'assegno cresce, fino ad azzerarsi. Oltre gli 8.108,99 euro non si riceve nulla.

Alla pensione si affianca il reddito personale soggetto a Irpef, con un tetto di 11.931,08 euro annui. Per chi è sposato o unito civilmente esiste un secondo vincolo, perché i redditi di entrambi, sommati, non devono superare 23.862,15 euro. Il limite individuale resta valido in ogni caso e non viene assorbito da quello di coppia. In concreto, un pensionato con un assegno basso può perdere il beneficio se, sommando le entrate del coniuge, la coppia oltrepassa la soglia. Basta ipotizzare una coppia che raggiunga 25.000 euro complessivi, cifra puramente indicativa, per comprendere come il bonus svanisca anche quando la pensione, considerata da sola, sarebbe perfettamente in regola. Chi vuole approfondire i meccanismi di controllo può consultare l'analisi su videosorveglianza e verifiche pubbliche, utile per capire come funzionano i controlli incrociati sui dati.

Quali trattamenti rientrano nel calcolo

Sono inclusi i trattamenti previdenziali, ovvero quelli collegati ai contributi versati durante la vita lavorativa. Si tratta della pensione di vecchiaia, di quella anticipata, della reversibilità e dell'invalidità previdenziale. Sono invece escluse le prestazioni assistenziali, che non dipendono dai contributi ma da una condizione di bisogno. Tra queste figura l'assegno sociale, seguito dai trattamenti per gli invalidi civili. Restano fuori anche le prestazioni che l'Inps non qualifica come pensioni, come quelle di accompagnamento alla pensione e gli assegni di esodo.

Due esempi per capire il calcolo

Un pensionato con 7.600 euro di pensione annua e 10.500 euro di reddito personale resta sotto entrambi i limiti e incassa i 154,94 euro per intero. Se la pensione sale a 8.020 euro, supera la soglia del bonus pieno ma non il tetto massimo. L'importo si riduce allora a 88,99 euro, cioè alla differenza tra 8.108,99 e la pensione percepita. Anche in questo caso si presume il rispetto dei limiti reddituali. Il calcolo non richiede alcun intervento da parte del pensionato. Per verificare se il pagamento è avvenuto basta aprire il cedolino di dicembre e metterlo accanto a quello di novembre, cercando la voce aggiuntiva.

Per sapere in anticipo se si rientra nel beneficio, il pensionato deve effettuare tre verifiche. Prima guarda l'importo annuo della pensione, poi il proprio reddito Irpef e infine, se è sposato o unito civilmente, il reddito di coppia. Basta sforare una sola soglia perché il bonus non spetti. Chi desidera un quadro più ampio sulle misure di sostegno può leggere l'approfondimento dedicato alle scelte di bilancio e ai margini di spesa.

Cosa fare se l'accredito non arriva

Tutto avviene d'ufficio e questo significa che un dato errato o non aggiornato negli archivi dell'Inps può bloccare il pagamento. Se l'accredito manca pur essendo rispettati i limiti, si può consultare la propria situazione sul portale dell'Istituto e chiedere la ricostituzione della pensione, online oppure con l'assistenza di un patronato. L'Inps, infatti, svolge verifiche successive e, se emerge che il beneficio non spettava, può revocarlo e pretendere la restituzione delle somme versate per errore. Un aspetto da considerare con attenzione, perché la correttezza dei dati comunicati resta determinante anche quando il pagamento avviene in modo automatico.

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Domande e risposte

Chi ha diritto al bonus tredicesima pensionati 2026?
Spetta a chi percepisce una pensione annua fino a 8.108,99 euro e ha un reddito personale Irpef non superiore a 11.931,08 euro. Per i coniugi il limite complessivo dei redditi è di 23.862,15 euro.
Quanto si riceve con il bonus tredicesima?
L'importo massimo è di 154,94 euro per chi ha una pensione fino a 7.954,05 euro annui. Tra 7.954,05 e 8.108,99 euro il contributo si riduce progressivamente fino ad azzerarsi.
Serve presentare domanda all'Inps per il bonus?
No, l'Inps eroga il bonus d'ufficio insieme alla mensilità di dicembre, dopo aver verificato pensione e redditi presenti nei propri archivi. Non è richiesta alcuna comunicazione.
Il bonus tredicesima è tassato?
No, sul bonus non gravano imposte e l'accredito avviene per l'intero importo spettante. Si cumula con la tredicesima ordinaria.
Si può ricevere anche la quattordicesima?
Sì, il bonus tredicesima è una misura autonoma dalla quattordicesima. Se sussistono entrambi i requisiti, le due somme possono essere riconosciute alla stessa persona nello stesso anno.
Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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