Redditometro accantonato? Arrivano i controlli bancari dell'Agenzia Entrate · Risoluto
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L'Agenzia delle Entrate accantona il redditometro e potenzia i controlli bancari sui contribuenti

Di Giacomo Cascio
Grafico che mostra il crollo della riscossione fiscale e l'aumento dei controlli bancari dopo l'accantonamento del redditometro

Il redditometro, lo strumento che per decenni ha permesso al Fisco di ricostruire il reddito dei contribuenti in base al tenore di vita, è stato di fatto superato. La riforma introdotta dal D.Lgs. n. 108/2024 ha ridotto drasticamente i casi in cui l'Agenzia delle Entrate può utilizzarlo, mentre cresce l'attenzione sui movimenti bancari. I dati della Corte dei Conti mostrano un crollo nella riscossione delle somme accertate: nel 2025 appena 400 mila euro recuperati su 35,2 milioni accertati, pari all'1,13%. Un risultato che evidenzia la fine di un'era.

Le nuove soglie limitano l'accertamento sintetico a casi estremi

Con il decreto correttivo sul concordato preventivo, l'accertamento sintetico (nome tecnico del redditometro) può essere avviato solo se vengono soddisfatte due condizioni contemporaneamente. La prima è già nota: il reddito ricostruito deve superare almeno del 20% quello dichiarato. La seconda è una novità sostanziale: la differenza deve essere superiore a dieci volte l'importo annuo dell'assegno sociale, circa 69.500 euro. Concretamente, un contribuente che dichiara 10.000 euro deve ora avere un reddito ricostruito vicino a 80.000 euro per essere controllato, mentre prima bastavano 12.500 euro. Questo ha abbattuto il numero di accertamenti di routine.

Evasori totali e professionisti nei mirini residui

Nonostante l'aumento degli accertamenti da 799 a 923 tra il 2024 e il 2025, questo dato è fuorviante. La Corte dei Conti spiega che i nuovi controlli si riferiscono ad annualità pregresse (2016-2020) e coinvolgono evasori totali, professionisti e imprenditori. Il redditometro non è più uno strumento di prevenzione di massa, ma un'arma residuale per casi eclatanti. L'efficacia nella riscossione è crollata: dal 13,4% del 2023 allo 0,4% del 2025.

Il monitoraggio bancario sostituisce il redditometro

L'Agenzia delle Entrate sposta l'asse dei controlli verso l'analisi dei conti correnti. Attraverso le segnalazioni delle banche e le anomalie nei flussi finanziari, il Fisco può oggi individuare discrepanze senza bisogno di ricostruire il tenore di vita. I contribuenti devono prestare attenzione a versamenti frequenti, prelievi ingenti e operazioni sospette, perché questi dati vengono incrociati con le dichiarazioni dei redditi. La Corte dei Conti sottolinea che è necessario mantenere strumenti efficaci per colpire gli incrementi patrimoniali ingiustificati, ma nel rispetto delle garanzie dei cittadini.

La riforma segna una svolta: il Fisco non punta più a "indovinare" il reddito dalle spese, ma a verificare la corrispondenza tra entrate dichiarate e movimenti reali. Per i contribuenti onesti cambia poco, ma per chi evade si chiude una finestra e se ne apre un'altra, più subdola e difficile da aggirare.

GC

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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