Passaporto digitale prodotto UE: obbligo dal 2026 per ferro e batterie · Risoluto
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L'UE obbliga il passaporto digitale per ferro e batterie dal 2026

Di Giacomo Cascio
Passaporto Digitale di Prodotto UE: QR code su batteria e ferro obbligatorio dal 2026

Un semplice QR code trasformerà ogni oggetto in un libro aperto. Materiali, filiera e impatto ambientale non potranno più restare un segreto. Con l'introduzione del Passaporto Digitale di Prodotto (Dpp), l'Unione Europea chiude la stagione dei prodotti 'muti' e impone una trasparenza radicale su tutto ciò che viene venduto nel mercato comunitario.

Come funzionava prima e cosa cambia con il QR code

Fino a oggi, chi acquistava un capo d'abbigliamento o un elettrodomestico si affidava a un'etichetta di carta spesso generica e incompleta. Il percorso dell'oggetto restava oscuro: fornitori, materiali, processi produttivi difficili da verificare. I controlli doganali si basavano su documenti cartacei, facili da falsificare. Con il nuovo sistema, previsto dal Regolamento UE sulla progettazione ecocompatibile (Espr), ogni articolo avrà un identificativo digitale univoco, leggibile tramite QR code o tag Rfid, collegato a un archivio aggiornabile. Non una fotografia statica, ma una scheda che si evolve con ogni riparazione o passaggio di proprietà.

Cosa racconta il passaporto digitale e chi rischia sanzioni

Inquadrando il codice con lo smartphone, il consumatore scoprirà la composizione dei materiali, l'origine geografica, l'impronta di carbonio certificata, il grado di riparabilità e la disponibilità dei ricambi. Informazioni che finora restavano nei documenti interni delle aziende diventano pubbliche e verificabili. Le responsabilità per dati mancanti o falsi ricadono su tutta la filiera: produttore, importatore, distributore. Chi non rispetta gli obblighi rischia il divieto di immissione sul mercato, sanzioni amministrative e il ritiro forzato della merce già in vendita.

Le scadenze settoriali: dal 2026 al 2030 per smartphone e tablet

Il calendario è già scritto. Nel 2026 l'obbligo riguarda ferro, acciaio e batterie industriali. Nel 2027 tocca a tessile, alluminio e pneumatici. Nel 2028 entrano i mobili, nel 2029 i materassi. Dal 2030, l'obbligo si estende a giocattoli, smartphone e tablet, tra i beni di consumo più diffusi. Le aziende, specie le piccole, corrono contro il tempo per mappare ogni passaggio della filiera produttiva.

Cosa cambia per consumatori e piccoli artigiani

Un importatore che fa arrivare dispositivi elettronici dall'Asia dopo l'entrata in vigore si vedrà bloccare la merce al porto se il passaporto digitale è assente o incompleto. Un consumatore potrà verificare se un elettrodomestico è progettato per durare o per rompersi in fretta, e in caso di vendita dell'usato il nuovo proprietario avrà accesso alla storia completa dell'oggetto, riducendo le truffe. I piccoli artigiani, invece, dovranno documentare digitalmente ogni materiale, un adeguamento che richiede tempo e investimenti non banali.

GC

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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