Le famiglie italiane affrontano ogni giorno una complessa quadratura del cerchio fatta di turni di lavoro, spostamenti e figli da accudire. In questa routine i nonni rappresentano da sempre il perno su cui poggia l'organizzazione domestica. Li vediamo accompagnare i nipoti a scuola, ritirarli all'uscita e seguirli nei compiti pomeridiani. Tuttavia, nel momento in cui si tratta di partecipare ufficialmente alla vita scolastica, i nonni rimangono ai margini. Da questa contraddizione prende forma la proposta inviata al ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, da due associazioni attive sul territorio, ANLA (Associazione Nazionale Lavoratori Anziani) e Nonni 2.0.
Una delega firmata per rappresentare la famiglia a scuola
La richiesta è chiara e circostanziata. Si chiede di consentire ai nonni di partecipare alle assemblee di classe dei nipoti in rappresentanza della famiglia, ma soltanto quando i genitori siano impossibilitati a presenziare e unicamente in presenza di una delega specifica firmata da mamma e papà. Non si tratta dunque di sostituire i genitori nel loro ruolo educativo, ma di offrire un'alternativa concreta e legittima quando questi ultimi non riescono a essere presenti. La proposta è stata lanciata subito dopo la Festa dei Nonni, con l'intenzione di dare un riconoscimento tangibile a chi ogni giorno sostiene le famiglie non solo con l'affetto, ma anche con un aiuto pratico e costante.
Più flessibilità per i genitori e una scuola più partecipata
Secondo le due associazioni promotrici, la misura porterebbe un duplice vantaggio, rafforzando allo stesso tempo famiglia e scuola. Da un lato, i genitori godrebbero di maggiore flessibilità. Chi ha turni di lavoro difficili da conciliare con gli orari delle riunioni scolastiche non sarebbe più costretto a rinunciare a essere informato su ciò che accade in classe. Dall'altro, la scuola stessa guadagnerebbe in termini di partecipazione, perché un numero maggiore di famiglie riuscirebbe a essere rappresentato durante gli incontri. Le assemblee di classe sono momenti cruciali in cui si discute dell'andamento didattico, delle attività programmate e delle eventuali difficoltà dei ragazzi. Mancarle significa spesso perdere informazioni preziose. Poter contare su una persona di fiducia, che conosce bene il bambino e lo segue quotidianamente, potrebbe fare la differenza. ANLA e Nonni 2.0 hanno inoltre dichiarato la propria disponibilità a incontrare il ministro Valditara per discutere nel dettaglio come la proposta potrebbe essere applicata in concreto.
Patriarca e Zola: i nonni sono una risorsa per la scuola
A spiegare il senso dell'iniziativa sono stati i vertici delle due associazioni. Il presidente di ANLA, Edoardo Patriarca, ha sottolineato come l'allungamento della vita media abbia cambiato profondamente il volto della terza età. Oggi molti nonni sono ancora attivi, in buona salute e pienamente in grado di dare un contributo alla società. La scuola, secondo Patriarca, è uno dei luoghi in cui questo contributo può esprimersi al meglio, grazie all'esperienza, alla sensibilità e alla capacità di relazione che i nonni possono mettere a disposizione dei più giovani. Sulla stessa linea si è espresso Peppino Zola, presidente di Nonni 2.0, secondo cui la proposta va nella direzione di rafforzare il legame tra scuola e famiglia. Una famiglia di cui i nonni, ha ricordato Zola, rappresentano molto spesso una parte essenziale, soprattutto quando si tratta di gestire la routine quotidiana dei bambini. Riconoscere loro un ruolo anche nei rapporti con la scuola significherebbe prendere atto di una realtà già esistente in moltissime case italiane.
Il prossimo obiettivo è la legge di bilancio
La richiesta inviata al Ministero rappresenta solo il primo passo di un percorso più ampio. ANLA e Nonni 2.0 hanno annunciato l'intenzione di collaborare su altre iniziative pensate per valorizzare il ruolo dei nonni nel sostegno alle famiglie, anche dal punto di vista economico. Un aspetto tutt'altro che secondario, se si considera quanto risparmiano molte famiglie grazie ai nonni che si occupano dei nipoti, evitando costi come baby sitter o servizi di doposcuola. Le due associazioni hanno già avviato un'opera di sensibilizzazione del mondo politico con un obiettivo preciso. Ottenere che nella prossima legge finanziaria vengano inserite misure in grado di riconoscere il contributo dei nonni al welfare familiare. Per ora si tratta di una proposta e toccherà al Ministero decidere se e come darle seguito. Il messaggio lanciato è però forte. I nonni non sono soltanto una presenza affettuosa, sono una risorsa concreta per le famiglie e per la scuola, e meritano di essere riconosciuti come tali.