Il Tribunale di Sciacca, in composizione collegiale, ha assolto Maria Caleca, di 92 anni, che era accusata di avere riscosso indebitamente l'assegno sociale per complessivi 61 mila euro.
L’anziana, difesa dall'avvocato Calogero Santangelo, era accusata, mediante la presentazione all’Inps, nel 2004, di domanda volta ad ottenere il riconoscimento dell’assegno sociale, di avere attestato cose non vere. In particolare, di avere la propria residenza a Sciacca, avere simulato un rientro in Italia dal Venezuela o comunque di avere omesso di segnalare il venir meno del requisito della residenza in Italia per nuovo trasferimento nel Paese del sud America. E, pertanto, di avere conseguito indebitamente, a partire dall’1 marzo 2004 e fino al 2019, l’assegno sociale per la somma complessiva di 61 mila euro. Il pm aveva chiesto la condanna.
Prima di trasferirsi in Venezuela si è rivolta a un patronato perché venisse sospeso il pagamento dell’assegno da parte dell’Inps, ma, evidentemente, l’iter non è andato a buon fine. Questo ha fatto emergere la difesa. In ogni caso, la signora Caleca non ha mai toccato un euro da luglio 2013, ha sottolineato l'avvocato Santangelo, facendo rilevare che non c'era alcuna canalizzazione sul conto corrente e che le somme avrebbero dovuto essere ritirate allo sportello postale dove, invece, nessuno è mai andato. Circa 20 mila euro potranno ora essere incamerate dall'Inps.