Un percorso condiviso tra la politica cittadina e la componente civica per sostenere il rilancio delle Terme di Sciacca.
È quanto emerso dalla riunione convocata questo pomeriggio dal sindaco Fabio Termine nella sala Giunta del Comune.
L’incontro è stato promosso in seguito alla lettera inviata dal Comitato Civico Patrimonio Termale all’amministrazione e al Consiglio comunale.
Al confronto hanno partecipato dodici componenti del Comitato, quindici consiglieri comunali e i rappresentanti dell’amministrazione.
Nel corso della riunione, il Comitato ha illustrato una serie di proposte legate al partenariato pubblico-privato in corso presso la Regione Siciliana.
La prima richiesta è quella di fare in modo che il futuro bando comprenda l’intero patrimonio termale interessato dalla manifestazione di interesse, includendo anche l’antico stabilimento di via Agatocle e le piscine Molinelli.
Secondo il Comitato, l’esclusione di questi beni limiterebbe le possibilità di recupero e impedirebbe di valorizzare pienamente sia l’acqua sulfurea sia quella salso-bromoiodica.
Un altro punto riguarda le grotte vaporose del Monte Kronio.
Il Comitato propone che, in una fase immediatamente successiva, anche questo patrimonio venga recuperato e inserito nel nuovo sistema termale cittadino.
È stata inoltre prospettata, qualora non potessero essere utilizzati ad Acireale, la riprogrammazione in favore di Sciacca dei 40 milioni di euro del Fondo per lo sviluppo e la coesione destinati al termalismo.
Tra le richieste avanzate figura anche la garanzia della fruizione pubblica, totale o parziale, del parco termale durante i 99 anni di gestione previsti.
Il Comitato auspica inoltre l’inserimento esplicito del progetto “Terme di Sciacca” nella programmazione regionale 2028-2034 e la presenza del sindaco nella commissione chiamata a giudicare la gara pubblica con la quale si concluderà il partenariato.
Questi indirizzi potrebbero confluire in una mozione del Consiglio comunale, sostenuta pubblicamente dal Comitato, recepita dall’amministrazione e successivamente trasmessa al governo regionale.
Il Comitato ha chiesto anche il patrocinio e il sostegno del Comune per avviare il percorso pluriennale denominato “Sciacca Terme: è tempo di prepararci per accogliere”. L’obiettivo è preparare il territorio ai futuri flussi turistici attraverso un lavoro che coinvolga istituzioni, scuole, enti di formazione, associazioni, imprese, professionisti, commercianti, artigiani e operatori del settore.
Le priorità indicate riguardano la formazione, l’accoglienza, le infrastrutture e i servizi, con particolare attenzione alla creazione di competenze e opportunità occupazionali locali.
Tra le ulteriori proposte c’è la convocazione, entro settembre, di un tavolo tecnico territoriale con sindaci, presidenti dei Consigli comunali e deputati regionali del comprensorio.
L’intento è coinvolgere l’intero hinterland nella preparazione e nella gestione dei flussi turistici che potrebbero derivare dalla riapertura del complesso.
Il Comitato è tornato infine a chiedere un referendum per modificare il nome della città in “Sciacca Terme”, scelta ritenuta indipendente dai tempi di riapertura dello stabilimento e legata all’identità storica e culturale della città.
Sollecitata anche una maggiore informazione pubblica sullo stato della procedura di partenariato e sull’impiego delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione.
Il presidente del Comitato Civico Patrimonio Termale, Nino Porrello, si è detto soddisfatto dell’esito dell’incontro, nel corso del quale sarebbe stata registrata la volontà di costruire un’azione comune tra amministrazione, Consiglio comunale e società civile.
Un primo passo verso una strategia cittadina unitaria per riportare le Terme di Sciacca al centro delle prospettive di sviluppo del territorio