Un ispettore della polizia penitenziaria è rimasto gravemente ustionato dopo essere stato colpito alla testa da un getto di olio bollente, lanciato volontariamente dall’alto mentre transitava al piano inferiore del reparto Mediterraneo della casa circondariale di Trapani.
L’agente è stato trasportato d’urgenza in ospedale con serie lesioni.
A riferire quanto accaduto è Mimmo Nicotra, presidente nazionale della Confederazione sindacati penitenziari, che definisce l’episodio “un vigliacco tentato omicidio, premeditato e consumato con ferocia inaudita”.
“Siamo di fronte all'ennesimo atto di una vera e propria guerra dichiarata contro la polizia penitenziaria - osserva Nicotra - la Sicilia è ormai una polveriera a cielo aperto”. Il presidente del Consipe richiama anche la recente rivolta nel carcere di Siracusa-Cavadonna, durante la quale, secondo quanto riferito, detenuti sono saliti sui tetti, alcune sezioni sono state devastate e le telecamere distrutte, con decine di poliziotti finiti in ospedale.
Nicotra chiede al Ministero della Giustizia e al Dap “il trasferimento immediato fuori regione del responsabile dell'agguato di Trapani” e “applicazione del regime speciale”, oltre a procedimenti penali per tentato omicidio aggravato.
Tra le richieste anche “lo sfollamento urgente e massiccio degli istituti siciliani, a partire da Cavadonna e Trapani” e l’adozione di misure di sicurezza, tra cui il divieto e il sequestro di recipienti e materiali utilizzabili per contenere e riscaldare liquidi ustionanti e l’installazione di “reti e paratie antilancio”.
“Se da Roma e dal provveditorato regionale non arriveranno risposte immediate e atti tangibili entro le prossime ore - annuncia Nicotra - il Consipe proclamerà lo stato di agitazione nazionale e promuoverà clamorose iniziative di protesta a tutela della vita e della dignità dei colleghi”.