Un colpo durissimo inferto al narcotraffico internazionale è stato messo a segno questa mattina in Brasile. La Polizia Federale brasiliana, in stretta sinergia con i Carabinieri del ROS e sotto il coordinamento della DDA di Torino e della Direzione Nazionale Antimafia, ha eseguito l'operazione denominata Eredità. L'obiettivo era disarticolare una rete criminale transnazionale che fungeva da ponte tra la mafia italiana e le organizzazioni narco-brasiliane.
Ordinanze e sequestri in Brasile e Italia
Gli inquirenti hanno dato esecuzione a otto ordinanze di custodia cautelare e a cinque decreti di perquisizione e sequestro. Non solo persone, ma anche patrimoni. È stato disposto il congelamento di beni immobili, conti correnti e investimenti finanziari riconducibili agli indagati. Le accuse, a vario titolo, vanno dal traffico internazionale di stupefacenti all'associazione a delinquere e al riciclaggio di denaro sporco. L'operazione rappresenta il prosieguo di una lunga serie di inchieste che hanno già scosso gli equilibri criminali tra Sud America ed Europa, ovvero le operazioni Retis, Spiderweb, Samba e Mafiusi.
L'eredità dei boss arrestati nel 2019
Il nome scelto per l'operazione, Eredità, non è casuale. Gli investigatori hanno ricostruito come, dopo l'arresto nel 2019 a San Paolo di due importanti esponenti mafiosi italiani, i loro familiari e uomini di fiducia ne abbiano raccolto il testimone. Questa successione ha garantito la continuità dei traffici illeciti dal porto di Paranaguà verso i mercati europei. Le rotte della cocaina erano dirette a Italia, Belgio, Paesi Bassi, Francia e Portogallo. La struttura criminale si è dimostrata resiliente, capace di riorganizzarsi nonostante i colpi inferti dalle forze dell'ordine negli anni precedenti.
Oltre 4,6 tonnellate di cocaina sequestrate
I numeri dell'inchiesta sono impressionanti. Alla rete criminale sono stati condotti ben undici sequestri di droga effettuati tra il 2019 e il 2020. Il totale ammonta a oltre 4,6 tonnellate di cocaina. Tra questi, spicca una singola partita da ben 2,2 tonnellate, un quantitativo che da solo avrebbe potuto saturare il mercato di diverse nazioni. Per gestire flussi così ingenti, l'organizzazione utilizzava sofisticate piattaforme di comunicazione criptate. Si avvaleva inoltre di intermediari finanziari specializzati nei trasferimenti informali di denaro e di società di comodo create ad hoc per riciclare i proventi illeciti.
La Squadra Investigativa Comune tra Italia e Brasile
Il successo del blitz è frutto di un lungo lavoro di intelligence e cooperazione internazionale. È stata fondamentale l'attività di una Squadra Investigativa Comune (JIT) attiva tra Italia e Brasile dal 2020 al 2025, supportata anche dalla rete europea @ON. Questo strumento ha permesso di superare le barriere burocratiche e di coordinare le azioni investigative su due continenti. La sinergia tra le autorità brasiliane e italiane ha consentito di colpire non solo i corrieri, ma anche i vertici e i finanziatori dell'organizzazione. L'indagine ha permesso di fare luce sui meccanismi di infiltrazione della mafia italiana nel tessuto economico sudamericano, un fenomeno che continua a rappresentare una minaccia globale.
Fonte: https://www.italpress.com/droga-dal-brasile-allitalia-blitz-contro-la-mafia-e-il-narcotraffico