Chi acquista abitualmente su piattaforme internazionali dovrà fare i conti con un nuovo onere. La Commissione europea ha fissato a 2 euro per ogni articolo importato la cosiddetta handling fee, vale a dire una commissione di gestione doganale. Il valore è stato formalizzato con un atto delegato e, una volta concluso l'iter europeo, la misura si applicherà a partire dal 1° novembre 2026. Non si tratta quindi di un'ipotesi allo studio, ma di un meccanismo già definito nei suoi elementi essenziali.
Le dogane sotto pressione per i piccoli invii
La ragione dell'intervento è presto spiegata. Il commercio elettronico ha moltiplicato in modo esponenziale le spedizioni di piccole dimensioni e ogni pacco che varca il confine dell'Unione deve essere controllato. Le autorità doganali raccolgono i dati, verificano le informazioni, eseguono i controlli materiali e svolgono l'analisi del rischio prima di lasciare libera la merce nel mercato europeo. Tutte queste attività hanno un costo, e la nuova commissione nasce proprio per coprire le spese sostenute dagli uffici doganali davanti a un flusso diventato ormai gigantesco.
Si paga per articolo e non per spedizione
Un chiarimento è indispensabile per capire l'impatto reale della misura. I 2 euro non si versano per ogni pacco, ma per ogni singolo articolo contenuto nella spedizione. Il peso della commissione dipende quindi da cosa c'è dentro la confezione e da come la merce viene classificata ai fini doganali. Il calcolo si basa sulle diverse voci doganali presenti nell'invio e un pacco con più tipologie di prodotto può risultare più caro rispetto a uno che contiene un solo oggetto. Va inoltre ricordato che, come già accade per il dazio forfettario di 3 euro, non vale più la franchigia di 150 euro, la soglia che in passato esentava le spedizioni di modico valore. Anche l'ordine più economico entra così nel nuovo meccanismo.
Dazio e commissione hanno finalità diverse
Le due voci non vanno confuse. Il dazio è un prelievo sulle merci importate, mentre la handling fee è legata esclusivamente ai costi delle procedure doganali. Per chi compra, però, il risultato non cambia, perché i costi si sommano. Alla commissione europea e al dazio da 3 euro va aggiunta anche la tassa italiana da 2 euro sulle spedizioni extra Ue, anch'essa in vigore dal 1° novembre 2026. L'insieme di questi prelievi si traduce inevitabilmente in un aumento dei prezzi per il consumatore finale.
L'obbligo formale ricade sugli operatori
Sulla carta il consumatore non è il soggetto obbligato al pagamento. La norma prevede che la commissione sia versata dagli operatori della catena di importazione, cioè piattaforme di e-commerce, venditori o corrieri. Il nuovo quadro europeo sposta progressivamente la responsabilità delle vendite online verso chi facilita gli acquisti a distanza, ovvero i grandi intermediari del commercio digitale. Nella pratica, però, nulla impedisce a piattaforme e venditori di trasferire il costo sul prezzo pagato dal cliente. Sulla ricevuta potrebbe non comparire alcuna voce chiamata tassa sui pacchi, perché l'onere può essere nascosto nel prezzo del prodotto, nelle spese di spedizione o in altri oneri applicati dal venditore. Per questo conviene confrontare il costo totale dell'ordine prima di confermarlo, senza fermarsi al prezzo esposto in vetrina.
Colpiti i marketplace che spediscono da fuori
La nuova handling fee riguarda i prodotti acquistati online e importati da Paesi fuori dall'Unione europea. Nel mirino ci sono le spedizioni che passano dalle grandi piattaforme internazionali, dai marketplace e dai siti di e-commerce che vendono direttamente merce proveniente da Paesi terzi. Restano invece fuori gli acquisti effettuati da venditori che spediscono dall'interno dell'Unione. I numeri spiegano perché Bruxelles abbia deciso di intervenire. Secondo i dati contenuti nella documentazione che accompagna la misura, nel 2025 nell'Unione europea sono stati gestiti circa 6 miliardi di articoli contenuti nei piccoli invii dell'e-commerce, con una forte prevalenza di prodotti provenienti dalla Cina. Una mole enorme di pacchi, ognuno dei quali richiede controlli, verifiche e analisi prima di arrivare a casa del cliente. Per chi acquista spesso da siti esteri il consiglio è fare bene i conti, perché tra dazio, commissione europea e tassa italiana il piccolo affare a pochi euro potrebbe rivelarsi molto meno conveniente del previsto.