Il nuovo testo-base del Codice della Strada, elaborato dal Ministero dei Trasporti, introduce un obbligo innovativo per la sicurezza dei pedoni. In specifiche condizioni, come di notte fuori dai centri abitati o in galleria, i pedoni dovranno indossare giubbotti o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità. La proposta è ancora in fase di consultazione con gli operatori del settore e le associazioni, che potranno inviare le loro osservazioni entro il prossimo 13 settembre. Non si tratta quindi di una norma già in vigore, ma di un intervento che potrebbe ridefinire le abitudini di chi si muove a piedi.
Quando scatterà l'obbligo per i pedoni
Secondo quanto emerso dal testo-base, l'obbligo di indossare dispositivi ad alta visibilità scatterebbe in situazioni ben precise. Il pedone dovrà munirsi di giubbotto o bretelle retroriflettenti quando circola sulla carreggiata fuori dai centri abitati, durante le ore notturne e in assenza di illuminazione pubblica. Ma non solo. La regola si applicherebbe anche di giorno, qualora il pedone si trovi all'interno di gallerie oppure in condizioni meteorologiche o ambientali che riducano sensibilmente la visibilità, come nebbia, forti piogge o nevicate. L'obiettivo è chiaro, rendere il pedone sempre individuabile dagli automobilisti, riducendo il rischio di incidenti anche gravi.
Le alternative previste al giubbotto riflettente
Il nuovo Codice della Strada non impone esclusivamente l'uso del classico giubbotto ad alta visibilità, quello che molti automobilisti già conoscono. Il testo include infatti anche le bretelle retroriflettenti, che devono garantire la stessa efficacia. Inoltre, il legislatore ha previsto una possibile alternativa. In assenza del giubbotto o delle bretelle, il pedone potrebbe utilizzare un dispositivo luminoso di segnalazione in grado di proiettare orizzontalmente una luce arancione in tutte le direzioni, oppure qualsiasi altro adeguato dispositivo di illuminazione. La finalità rimane identica, evidenziare la presenza del pedone per consentire agli altri utenti della strada di percepirlo tempestivamente e adottare le manovre di sicurezza necessarie.
La logica alla base della nuova norma
La motivazione di questa modifica al Codice della Strada è facilmente intuibile. Un pedone che percorre la carreggiata di notte, fuori da un centro abitato e senza illuminazione pubblica, può risultare quasi invisibile per chi guida un veicolo. Il problema si presenta anche durante il giorno quando la visibilità è compromessa da condizioni avverse o all'interno di gallerie. Aumentare la visibilità del pedone significa offrire agli automobilisti una maggiore possibilità di vederlo per tempo e di evitare collisioni. La norma traduce in un obbligo concreto un comportamento che molti già adottano per prudenza, ma che ora potrebbe diventare vincolante.
Iter normativo e tempi di attuazione
Va sottolineato che queste disposizioni non sono ancora state approvate definitivamente. Il testo-base è attualmente sottoposto alla valutazione degli operatori del settore e delle associazioni di categoria, che possono presentare le loro osservazioni e proposte entro il 13 settembre. Dopo questa fase, il Ministero dovrà esaminare i contributi ricevuti e rifinire il testo della riforma, che poi dovrà seguire l'iter parlamentare di approvazione. Le nuove regole sui pedoni, quindi, non sono in vigore e potrebbero subire modifiche prima della loro entrata in vigore. I cittadini dovranno attendere l'approvazione definitiva per sapere con certezza quali obblighi li riguarderanno.