Il Tribunale civile di Agrigento ha disposto la sospensione dell’azione esecutiva da 5.397.700,08 euro intrapresa nei confronti dell’Azienda Idrica Comuni Agrigentini, accogliendo la richiesta cautelare presentata dalla società che gestisce il servizio idrico nel territorio provinciale.
Il provvedimento è stato emesso dalla giudice dell’esecuzione, Laura Torregrossa, che ha ritenuto necessario intervenire con urgenza, senza attendere il preventivo confronto tra le parti.
La misura riguarda il pignoramento presso terzi avviato il 5 ottobre 2026, che aveva interessato conti bancari e risorse riconducibili all’ente.
Aica, presieduta da Daniele Nobile, ha contestato la legittimità della procedura, affidando la propria difesa all’avvocato Girolamo Rubino.
La controversia nasce da una sentenza del 2009
All’origine della vicenda c’è una pronuncia del Tribunale di Agrigento risalente al 2009, identificata con il numero 10072/2009 e relativa a una controversia che coinvolgeva l’Azienda Consortile Acquedotto Voltano, successivamente divenuta Voltano S.p.A.
Nel settembre 2026, la signora C.G., dichiarando di agire in qualità di unica socia ed erede della società ormai cessata, ha notificato ad Aica un atto di precetto per ottenere il pagamento delle somme rivendicate sulla base della precedente decisione giudiziaria.
Alla richiesta è seguito, nei primi giorni di ottobre, il pignoramento per un importo superiore a 5,3 milioni di euro.
L’iniziativa ha coinvolto Banca Monte dei Paschi di Siena, Poste Italiane e diversi Comuni dell’Agrigentino, tra cui Agrigento, Favara, Aragona, Porto Empedocle e Raffadali.
Le conseguenze immediate hanno riguardato il blocco dei conti correnti dell’azienda idrica, con il rischio di compromettere la normale gestione delle attività.
Aica contesta il debito e la successione nelle obbligazioni di Voltano
Il 15 ottobre 2026, Aica ha depositato un ricorso in opposizione all’esecuzione e agli atti esecutivi, richiamando gli articoli 615 e 617 del Codice di procedura civile.
Tra i punti centrali della difesa figura la contestazione dell’esistenza dei presupposti per richiedere ad Aica il pagamento di un debito originariamente riferito a un altro soggetto giuridico.
Secondo la tesi sostenuta dall’avvocato Rubino, l’utilizzo delle infrastrutture idriche da parte di Aica non comporterebbe automaticamente il trasferimento delle obbligazioni giudiziarie o risarcitorie attribuite a Voltano S.p.A.
La difesa ha inoltre sostenuto che Voltano non avrebbe mai ricoperto il ruolo di gestore del Servizio Idrico Integrato.
Un altro aspetto contestato riguarda la mancata notifica ad Aica della sentenza del 2009, elemento che, secondo la ricostruzione difensiva, assumerebbe rilievo nella valutazione della procedura esecutiva.
L’azienda ha sollevato anche un’eccezione di prescrizione, sostenendo che il diritto di credito sarebbe ormai estinto per il decorso del termine decennale, individuato dalla difesa nel 30 giugno 2019.
Si tratta di questioni che dovranno essere esaminate nell’ambito del procedimento giudiziario e sulle quali, allo stato, non risulta una decisione definitiva nel merito.
Il rischio per la continuità del servizio idrico
Nella richiesta presentata al Tribunale, Aica ha posto l’accento anche sulla natura delle somme interessate dal pignoramento.
Secondo l’azienda, le risorse coinvolte sarebbero destinate a finalità specifiche e indispensabili per assicurare il funzionamento del servizio idrico. Il loro blocco potrebbe quindi ripercuotersi sulla capacità operativa dell’ente e sulla regolare erogazione di un servizio pubblico essenziale.
È stato proprio il pericolo di conseguenze immediate sulla gestione aziendale a sostenere la richiesta di un intervento cautelare urgente.
La giudice dell’esecuzione ha ritenuto sussistenti le condizioni per sospendere provvisoriamente la procedura, accogliendo l’istanza presentata da Aica prima dell’instaurazione del contraddittorio tra tutte le parti interessate.
La decisione consente dunque di arrestare, allo stato, gli effetti dell’esecuzione forzata, in attesa dei successivi passaggi processuali.
Prossima udienza il 14 gennaio 2027
Il provvedimento stabilisce ora un calendario preciso per la prosecuzione della controversia.
La trattazione della fase sommaria è stata fissata per il 14 gennaio 2027. Aica dovrà invece provvedere entro il 6 novembre 2026 alla notifica del ricorso e del decreto di sospensione a tutte le parti coinvolte e ai terzi destinatari del pignoramento.
L’udienza rappresenterà un passaggio importante per consentire al giudice di approfondire le rispettive posizioni e valutare gli elementi posti a fondamento dell’opposizione.
La sospensione, pertanto, non equivale a una pronuncia definitiva sull’inesistenza del debito, ma costituisce una misura provvisoria adottata per evitare che l’esecuzione produca ulteriori conseguenze prima dell’esame delle contestazioni.
Per Aica si apre così una fase decisiva, nella quale saranno chiamate a confronto le questioni relative alla titolarità del credito, all’eventuale successione nelle obbligazioni di Voltano, alla prescrizione e alla tutela delle risorse necessarie per garantire il servizio idrico nel territorio agrigentino.