Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha disposto la sospensione degli effetti di un’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Agrigento nei confronti di una società con sede a Favara.
La decisione arriva al termine del procedimento cautelare avviato dall’impresa, rappresentata e difesa dagli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino.
La vicenda prende le mosse da un provvedimento adottato dalla Prefettura nel corso del 2026, sulla base della normativa antimafia prevista dal decreto legislativo 159 del 2011.
Nei confronti della società era stata inoltre disposta la cancellazione dalla White List, con conseguenze immediate sull'operatività dell’impresa.
In primo grado, il Tar Sicilia aveva respinto la richiesta di sospensione avanzata dalla società. La decisione è stata quindi impugnata davanti al Cga, che ha riesaminato la questione sotto il profilo cautelare.
Il Collegio, presieduto da Roberto Giovagnoli e con Sebastiano Di Betta nel ruolo di relatore, ha ritenuto meritevoli di ulteriore approfondimento alcuni degli argomenti sollevati dalla difesa.
In particolare, sono state considerate rilevanti alcune recenti decisioni dell’autorità giudiziaria penale che riguardano l’amministratrice unica e socia di maggioranza dell’impresa.
Tra gli elementi evidenziati figura l’annullamento della misura cautelare personale precedentemente adottata nei confronti della donna, motivato dall’assenza di una sufficiente gravità del quadro indiziario.
Il Cga ha inoltre richiamato l’esito del procedimento denominato “Condor”, nel quale sarebbe stata esclusa l’ipotesi di estorsione.
Secondo i giudici amministrativi, tali circostanze rendono necessario un ulteriore esame circa la permanenza e l’attualità degli elementi sui quali la Prefettura aveva fondato il proprio provvedimento.
Rilevante anche il profilo legato alle conseguenze concrete dell’interdittiva.
Il Cga ha infatti sottolineato come il provvedimento prefettizio, accompagnato dalla perdita dell’iscrizione nella White List, incida direttamente sulla possibilità per la società di proseguire regolarmente la propria attività, determinando un possibile danno significativo alla continuità aziendale.
Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha accolto la richiesta cautelare presentata dall’impresa e ha sospeso, in via interinale, gli effetti dell’interdittiva antimafia.
La decisione non definisce il giudizio nel merito, ma consente alla società di beneficiare, nella fase cautelare, della sospensione degli effetti del provvedimento prefettizio, in attesa degli ulteriori sviluppi del procedimento.