Il congedo straordinario previsto dall'articolo 42 del decreto legislativo 151/2001, richiamato dall'articolo 33 della legge 104, è un periodo retribuito di assenza dal lavoro concesso ai lavoratori dipendenti che assistono un familiare con disabilità grave. Nel corso degli anni questo istituto ha ampliato il proprio raggio d'azione, superando il perimetro originario legato alla tutela della maternità e della paternità per includere anche i rapporti tra figli e genitori disabili, tra coniugi e tra fratelli. La finalità è consentire a chi si prende cura di una persona non autosufficiente di mantenere il posto di lavoro e, con esso, la relativa continuità reddituale.
Il limite massimo di congedo fruibile nell'arco della vita lavorativa è di due anni, un tetto complessivo che vale per tutti gli aventi diritto per ciascun disabile grave. Durante l'assenza spetta un'indennità calcolata sulla base dell'ultima retribuzione precedente l'inizio del congedo, considerando le componenti fisse e continuative previste dalla normativa. Tuttavia, non si tratta di un importo automatico o uguale per tutti, perché l'assegno effettivo dipende dalla retribuzione del singolo lavoratore e dalle regole stabilite dalla legge.
I valori INPS per il 2026
Per l'anno in corso l'INPS ha fissato specifici parametri economici. Il massimale complessivo annuo è pari a 57.836,96 euro, mentre l'indennità massima annua si attesta a 43.486,00 euro. L'indennità massima giornaliera e la retribuzione figurativa massima giornaliera coincidono con 119,14 euro, mentre la retribuzione figurativa massima settimanale è di 836,27 euro. Questi valori vengono rivalutati ogni anno in base alla variazione dell'indice ISTAT previsto dalla legge, un meccanismo che serve a mantenere nel tempo il potere d'acquisto delle prestazioni.
Le stime per il 2027 con rivalutazione al 2,9 per cento
In attesa della pubblicazione ufficiale dei valori per il prossimo anno, circolano stime basate su un'ipotesi di rivalutazione del 2,9 per cento. Applicando questa percentuale ai parametri 2026, il massimale complessivo annuo salirebbe a circa 59.514,23 euro, l'indennità massima annua a 44.747,09 euro e l'indennità massima giornaliera a 122,60 euro. Anche la retribuzione figurativa massima settimanale raggiungerebbe 860,52 euro, mentre quella giornaliera resterebbe allineata a 122,60 euro. È fondamentale sottolineare che si tratta di una simulazione e non di importi ufficiali, che saranno determinati dall'INPS in base all'indice effettivo di rivalutazione.
Un aspetto cruciale riguarda la differenza tra tetto massimo e importo effettivamente percepito. Il valore di circa 44.747 euro rappresenta, nell'ipotesi di rivalutazione del 2,9 per cento, il limite massimo annuo dell'indennità economica, non una cifra garantita a chiunque usufruisca del congedo. L'indennità viene infatti commisurata alla retribuzione di riferimento del lavoratore e incontra il limite di legge. Di conseguenza, chi ha una retribuzione utile inferiore al massimale continuerà a ricevere un importo proporzionato alla propria retribuzione, senza beneficiare automaticamente dell'aumento del tetto. L'incremento del massimale interessa soprattutto i lavoratori con retribuzioni sufficientemente elevate da avvicinarsi o raggiungere il limite.
Un altro elemento da non trascurare è la natura del massimale complessivo di circa 59.514 euro, che non deve essere interpretato come uno stipendio aggiuntivo. Esso comprende anche gli effetti della contribuzione figurativa collegata al periodo di congedo, un aspetto che incide sul calcolo complessivo ma non si traduce in un importo liquidabile al lavoratore. Per ottenere informazioni precise e aggiornate è sempre consigliabile consultare i canali ufficiali dell'INPS o rivolgersi a un patronato, evitando di confondere le stime diffuse con i valori definitivi.