Si avvia alla conclusione dopo 15 mesi di udienze il processo scaturito dalle indagini svolte dai carabinieri, tra aprile 2021 e luglio 2023, a Burgio Lucca e Villafranca Sicula con il pm della Dda di Palermo Claudio Camilleri che ha chiesto pene per complessivi 61 anni e 10 mesi e la condanna dei sei imputati. Le indagini hanno riguardato gestione e controllo di attività economiche, appalti e servizi pubblici.
Imputati Salvatore Imbornone, di 65 anni, di Lucca Sicula, ritenuto il reggente del mandamento mafioso di Lucca Sicula e Ribera, per il quale sono stati chiesti 18 anni di reclusione; Francesco Caramazza, 52, di Favara, con richiesta di 14 anni. Il pm ha sollecitato 12 anni di reclusione per Antonio Perricone, di 54, e 10 anni per Giuseppe Maurello, di 55, entrambi di Lucca Sicula. Per Nicolò Riggio, di 60 anni, di Burgio, chiesti 4 anni e 6 mesi con la riqualificazione in favoreggiamento.
A giudizio, per favoreggiamento, anche Gabriele Mirabella, di 39 anni, di Lucca Sicula, consigliere comunale in carica, per il quale il pm ha chiesto 3 anni e 4 mesi. L'avvocato Vincenzo Castellano, che lo difende assieme al collega Teo Caldarone, sostiene che la richiesta non ha tenuto conto di quanto emerso durante il dibattimento.
Le intercettazioni, secondo l’accusa, avrebbero consentito di evidenziare “la piena operatività dell’associazione, documentando numerose riunioni finalizzate ad acquisire in modo diretto e indiretto la gestione e il controllo di attività economiche, appalti e servizi pubblici, per realizzare profitti e vantaggi ingiusti".
Dalla prossima udienza, fissata per il 3 luglio, la parola passerà alle difese. Il 3 luglio discuteranno gli avvocati Giovanni Vaccaro per Maurello e Perricone e Domenico Cicchirillo per Riggio.
Il 13 luglio gli avvocati Vincenzo Castellano per Imbornone e Mirabella; Teo Caldarone per Mirabella; Salvatore Virgone per Caramazza.