Il percorso per ottenere i benefici della Legge 104 e il riconoscimento dell'invalidità civile sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Il decreto legislativo 62/2024 ha introdotto un nuovo sistema di valutazione, ma la sua applicazione non è uniforme su tutto il territorio nazionale. Attualmente, solo alcune province stanno sperimentando le nuove procedure digitali, mentre il resto d'Italia resta ancorato al vecchio iter. Questa situazione genera confusione tra i cittadini, che devono verificare con attenzione le regole vigenti nel proprio comune di residenza prima di avviare qualsiasi pratica.
Il nuovo impianto normativo, basato su criteri aggiornati e una gestione più digitalizzata, entrerà a regime dal 1° gennaio 2028. Fino a quella data, le province che aderiscono alla sperimentazione applicano le nuove regole, mentre le altre continuano con la procedura tradizionale. In questo scenario di transizione, l'INPS ha chiarito con il messaggio n. 1750/2026 una deroga importante per gli over 70.
La deroga per gli over 70: condizioni e limiti
Dal 1° giugno 2026, nelle province coinvolte nella sperimentazione, i cittadini che hanno già compiuto 70 anni possono continuare a utilizzare la vecchia procedura con il certificato medico introduttivo. Tuttavia, il semplice requisito anagrafico non basta. L'INPS è perentoria: per accedere alla deroga, il richiedente deve presentare un quadro clinico di particolare gravità, caratterizzato da patologie croniche accertate, progressiva riduzione delle funzioni fisiologiche legata all'invecchiamento, condizioni suscettibili di aggravarsi nel tempo e un concreto rischio di perdita dell'autonomia nelle attività quotidiane fondamentali. La valutazione deve anche considerare le condizioni sociali, ambientali e familiari del paziente.
Questa deroga è pensata per i casi più fragili e complessi, non come una scorciatoia per evitare le nuove procedure digitali. Se il medico certificatore non riscontra i presupposti di grave cronicità e imminente perdita di autonomia, l'over 70 dovrà seguire obbligatoriamente il nuovo iter del D.Lgs. 62/2024, senza eccezioni.
Il ruolo centrale del medico certificatore
La scelta del canale procedurale corretto ricade sul medico curante, che deve valutare attentamente lo stato di salute del paziente prima di avviare la pratica. Un errore iniziale, con l'utilizzo della procedura sbagliata, può causare ritardi burocratici e compromettere l'accesso tempestivo alle prestazioni assistenziali. Per chi risiede in province fuori dalla sperimentazione, le regole restano invariate: serve il certificato medico introduttivo trasmesso telematicamente, seguito dalla domanda amministrativa.
In un sistema in evoluzione, la responsabilità professionale del medico diventa cruciale. I cittadini, dal canto loro, devono informarsi preventivamente presso gli uffici INPS o il proprio medico per capire quale iter seguire. La riforma punta a semplificare e rendere più equo il riconoscimento della disabilità, ma la fase di transizione richiede attenzione e conoscenza delle novità normative.